Fahrenheit pubblico italiano
Hey Ho! Let’s Go
Ogni anno ci risiamo e come ogni anno mi sa che molti di noi dovranno sentire le parole del nostro amico più depresso: “Andiamo a vedere il film di Natale?”.
Domani esce l’ennesimo capitolo della saga delle vacanze natalizie di De Sica, tralasciando che cambia la location ma la trama resta insulsa ugualmente (unico caso al mondo in cui le fotocopie non sbiadiscono col tempo, sigh!), ciò che è ancora più raccapricciante è la reazione causa-effetto. Se prendiamo ad esempio il recente film di Boldi e quello De Sica (divisi solo di recente, ma colonne portanti di questa strana tendenza “cinematografica”) e se analizziamo i cast notiamo delle stonature.
Ci troviamo davanti a: Massimo Boldi (comico non alla frutta ma ben oltre la fase digestiva), Christian De Sica (uno dei più incalliti ricicla-personaggi del cinema italiano), Simona Ventura (presentatrice tv), Natalia Bush (showgirl spagnola), Fabio De Luigi (presentatore tv), Michelle Hunzker (presentatrice tv), Ludovico Fremont (ex-concorrente al reality Notti Sul Ghiaccio), Elisabetta Canalis (ex-velina, ora probabilmente disoccupata), Martina Pinto (ex-concorrente al reality Ballando Con Le Stelle), i Fichi D’India (cabarettisti televisivi), Teresa Mannino (cabarettista televisiva), Davide Silvestri (ex-concorrente del reality L’Isola dei Famosi), per non parlare degli attori di professione ormai legati a questo progetto da anni.
Insomma una inarrestabile invasione di personaggi legati al piccolo schermo che approdano al cinema. Non per tutti è la prima volta, ma le precedenti esperienze sono comunque a livelli che portano a dire che col cinema queste persona non hanno niente da condividere.
Ma allora perchè questo scempio si ripresenta ogni anno?
L’industria cinematografica ragiona su meccanismi capitalistici: produce e propone quello ciò che ha successo per reinvestire e riprodurre nuovamente, quindi le regole si conoscono molto bene. Il problema allora lo si deve identificare nel pubblico. In quel pubblico cinematograficamente ignorante che per cercare di orientarsi in una multisala si aggrappa a nomi che conosce maggiormente, tra l’altro nomi sinonimi di TV veramente pessima.
Insomma la situazione è veramente grave se il cinema italiano per attirare l’attenzione deve far leva su personaggi televisivi, che in fatto di qualità forse naviga in acque ancor peggiori rispetto al cinema. Speriamo in un cambiamento di tendenza al più presto, vincolato ad un cambiamento di mentalità e di cultura da parte del pubblico e allora si che questo brutto sogno finirà. Altrimenti se ci si continua a nutrirsi di televisione e di cinema invaso dalla televisione, in un Paese che se guarda un programma al giorno è Uomini e Donne, che se legge un libro all’anno è di Moccia e se per di più guarda un film all’anno è pure Boldi, insomma credo che l’uscita dal torpore di questo Paese sia praticamente impossibile. Uno Stato che in passato ha insegnato a tutti l’arte ed ora invece pare sia capace di scavare ancora più in basso.
Anche perchè come dice Teresa Mannino rivolgendosi a Boldi: Non fare così che mi turbi… e mi blocca la digestione!
Per una volta siamo d’accordo…
Serve altro?
PS: il poster è volutamente al contrario, esattamente come è al contrario l’allineamento dell’articolo: in perfetta sintonia con la mentalità di un certo pubblico.

Dico solo una semplice parola: “Quoto”.
quoto anch’io :), comunque la canalis non è disoccupata xd
Ahahah beh Sirio… “recitare” in Decameron Pie non lo considero neanche un lavoro
Bellissimo articolo, ma potevi calcare maggiormente la mano… Una sola cosa va combattuta nella nostra italietta da strapazzo: l’ignoranza… Con ogni mezzo… Anche la critica feroce…
Ludovico Fremont nasce attore e morirà da attore… non da concorrente di “notti sul ghiaccio” non costa niente fare una “googlata” prima di scrivere idiozie….
@Malpelo: beh sicuramente ci saranno altre occasioni, questa forse non era la più indicata perchè correva il rischio di essere troppo vincolata all’uscita di Natale a Rio. E ovviamente Natale a Rio è solo uno specchio che riflette una situazione, a questo punto il problema è alla base e cioè in un pubblico che per farsi cinematograficamente sedurre ha bisogno di nomi televisivi (tra l’altro forniti da una televisione anche più più inguardabile di questi film), quindi insomma un circolo vizioso veramente pericoloso
@Rick: premesso che Fremont è un 1% di tutto l’articolo (e non rientra neanche nella tematica principale), ciò non toglie che si sia presentato con Noi Due (!) e Scrivilo Sui Muri (!!) e sfrutta questa sua “promozione” partecipando ad un reality, non contento arriva la ciliegina: il cinepanettone (!!!).
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