Hey Ho! Let’s Go
No non stiamo parlando della tagline di V per Vendetta, e in generale in questa occasione non parlerò di cinema.
Anzi, benvenuti nel versione 2009 del Mito della Caverna.
Il 28 Aprile è stato consegnato a Berlino il premio alla libertà di stampa al giornalista italiano Marco Travaglio.
La situazione è molto grave. Il fatto che un giornalista professionale come Travaglio non riesca ad ottenere il riconoscimento che merita nel proprio Paese (anzi, i detrattori non gli mancano) è già di per sè assurdo, che debba ottenere la gratificazione necessaria all’estero è simbolo di una cecità perenne da parte della nostra società. “Onoriamo in Marco Travaglio un collega coraggioso e attento, che si impegna contro tutti gli ostacoli per difendere la libertà di stampa in Italia” così Michael Konken, presidente dell’associazione della stampa tedesca, motiva la decisione.
Solo una manciata di testate (nessuna delle più importanti) hanno riportato la notizia.
La situazione è esattamente questa, non c’è pessimismo o catastrofismo: solo realismo.
Qualche giorno fa la Freedom House (istituto di ricerca che ha come obiettivo la promozione della democrazia liberale nel mondo) ha pubblicato lo stato attuale della libertà di stampa nel mondo.
L’Italia nel 2008 è passato dallo stato “free” (libero) a “partly free” (parzialmente libero): l’unico Stato dell’Europa occidentale insieme alla Turchia.
“Nonostante l’Europa Occidentale goda a tutt’oggi della più ampia libertà di stampa, l’Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell’eccessiva concentrazione della proprietà dei media“. La Repubblica.
Non c’è la minima intenzione da parte di TL di fare politica, ben sapendo che le varie idee contribuiscono al miglioramento della società, che una democrazia si basa sulla maggioranza e sull’opposizione.
Il problema riguarda la totale inadeguatezza di questa amministrazione (capace di partorire anche l’emendamento D’Alia), che per fortuna è stato fermato in tempo) che ha già trascinato abbastanza in basso questa società e la cultura di questa società.
In un Paese che ha problemi così evidenti, la scelta più difficile ma la più logica e coraggiosa è quella di rimboccarsi le maniche per contribuire tutti insieme a migliorarlo.
TrailersLand non si accontenta del “partly free” e, nel suo piccolo, continuerà a farlo.
Senza dubbio.

Serve altro?
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