Trick or Treat

Posted in Horror Land di Harvey on 29 Ottobre 2009 3 commenti

Tra due giorni vivremo la notte di Halloween. E che notte di Halloween è senza un bel film horror?
Questa pagina non vuole essere una sorta di lista dei 10 migliori horror di sempre. E’ tornato più interessante, e forse originale, cercare di raggruppare vari horror provenienti da diversi sottogeneri e contaminazioni per cercare di farne una ipotetica classifica, non sono necessariamente i 10 migliori film di genere. Forse è più un riassunto del genere attraverso le opere più rappresentative di diverse correnti ed epoche.
Sperando che possiate trovare il genere che più vi si addice vi auguro buona visione, in attesa delle vostre considerazioni. D’altra parte cosa sarebbe la notte di Halloween senza la compagnia di un bel film horror?

È il giorno in cui ci si ricorda che viviamo in un piccolo angolo di luce circondati dall’oscurità di ciò che non conosciamo. Un piccolo giro al di fuori della percezione abituata a vedere solo un certo percorso, una piccola occhiata verso quell’oscurità.

Stephen King

10 Alien
Perfetto esempio di fusione tra horror e fantascienza per mano di Ridley Scott. Talmente celebrato ed osannato che è quasi superfluo elencarne i pregi senza scadere nella retorica. Claustrofobico e terrorizzante.

Rapporto finale del veicolo spaziale commerciale Nostromo, da parte del terzo ufficiale. Gli altri componenti dell’equipaggio sono morti… Carico e nave sono distrutti

9 Il Silenzio degli Innocenti
Il cannibale più famoso di tutti i tempi è il pilastro perfetto di uno dei migliori mix horror-thriller. Il confine tra questi due generi spesso è molto sottile, ma il film di Jonathan Demme riesce a mantenersi magistralmente in equilibrio.

Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena stasera.

Addio.

8 Le Colline Hanno Gli Occhi

Magari non il miglior remake, ma sicuramente è uno dei pochi casi in cui si è riusciti a superare l’originale. Più gore, provocatorio, inquietante, intelligente e politicamente scorretto (fate attenzione alla versione distorta dell’inno americano), questo remake del 2006 è la consacrazione hollywoodiana del francese Alexandre Aja.

I più fortunati moriranno per primi.

7 Paura Nella Città dei Morti Viventi
Probabilmente uno dei film più belli del Maestro Lucio Fulci, anche se la lista di Veri Horror creati dal regista di Roma è davvero lunga. Perfetto esempio del cinema di genere made in Italy, quando ancora, tra gli anni ’70 e ’80, dettavamo legge nel mondo e riuscivamo a creare degli stereotipi ancora oggi utilizzatissimi nel cinema horror. Guai al primo che si mette, immaturamente e con scarsa originalità, a protestate per il make up artigianale: con quel budget oggi non si riuscirebbe a girare nemmeno un cortometraggio. Capolavoro!
L’anima che anela all’eternità, deve sottrarsi al giogo della morte. Tu, o viandante alle soglie delle tenebre, vieni.

6 Shining
Il miglior adattamento cinematografico di un romanzo horror. Il romanzo di Stephen King risale al 1977, il film di Stanley Kubrick al 1980. Si potrà discutere all’infinito delle differenze tra le due opere, e i puristi storceranno il naso, ma il film rimane un cult assoluto.
Ciao, Danny. Vieni a giocare con noi? Vieni a giocare con noi, Danny? Per sempre… per sempre… per sempre.

5 L’Esorcista
Il film maledetto per eccellenza (se credete a queste storie…). Ha segnato un’epoca ed è ancora oggi uno dei migliori in assoluto, un magnifico redemption horror. A dispetto delle scene “d’azione” verbale e dell’esorcismo in sè, è nella costruzione della storia e dei personaggi che il film di Friedkin risulta letteralmente magnetico, enciclopediche le scene in cui il demone, sempre più, entra nella vita quotidiana della famiglia MacNeil. Capolavoro più nei momenti di percezione, del non visto, dell’immaginazione e della ricerca e ascesa; brillante, ma comunque meno incisivo, nei momenti in cui le immagini diventano la cosa principale e non lasciano spazio ad altro. Meglio le scene esplicative rispetto a quelle esplicite.
Il demone è bugiardo. Mentirà per confonderci e alle menzogne mescolerà anche la verità per aggredirci.

4 [•Rec]
Il miglior horror new generation diretto dal sempre più promettente (o è già una certezza?) Jaume Balaguerò e Paco Plaza. Telecamera a mano, tipica della sindrome da real tv e youtube dei giorni nostri, e una struttura narrativa che richiama quella dei videogiochi. Il risultato è un folgorante e adrenalinico horror, ripetute scariche di tensione; non c’è psicologia, non ci sono sottotrame ecc., solo puro e semplice orrore.
La paura. In diretta.

3 Il Signore del Male
Purtroppo in Italia questo film sta lasciando sempre meno tracce, non esiste la versione dvd già da qualche anno ed in tv nemmeno l’ombra, forse non sanno nemmeno cosa sia. Ma anyway… Il Signore del Male è un capolavoro, uno dei migliori film sull’anticristo.
Anche se esiste un ordine nell’universo, non è affatto quello che noi avevamo in mente.

2 Non Aprite Quella Porta
Un film horror risulta ancora più spaventoso quando narra una storia vera: Texas Chainsaw Massacre è forse l’esempio più lampante. Nonostante lo stile documentaristico in realtà il film non ripercorre con eccessiva fedeltà le vicende (questi crimini si svolsero in Wisconsin, non in Texas) ma ricalca il fatto più inquietante: un folle coperto da una maschera di pelle umana commette tra i più incredibili omicidi che si possano raccontare. Leatherface è una delle più popolari icone horror della Storia del cinema.
Il film che vedrete è un resoconto della tragedia capitata a cinque giovani in particolare a Sally Hardesty e al suo fratello invalido Franklin; il fatto che fossero giovani rende tutto molto più tragico, le loro giovani vite furono stroncate da eventi così assurdi e macabri che forse neanche loro avrebbero mai pensato di vivere…per loro una gita pomeridiana estiva si trasformò in un incubo e i fatti di quel giorno portarono alla scoperta di uno dei crimini più efferati della storia americana

1 Halloween: La Notte delle Streghe
Il re degli slasher.
Il re dei serial killer.
Il re degli horror.
Il re di Halloween.
Le anime più oscure non sono quelle che scelgono di dimorare nell’inferno dell’abisso, ma quelle che scelgono di liberarsi dell’abisso e si aggirano silenziosamente tra noi.

Paranormal Activity sbarca in Italia

Posted in Horror Land di Paul on 17 Ottobre 2009 10 commenti

Negli Stati Uniti è il caso del momento.

Paranormal Activity, un horror per il quale la definizione di low budget andrebbe rivista e corretta nella più calzante “zero budget” (che pare aggirarsi sugli 11mila dollari!), sta macinando incassi dopo essere stato inizialmente distribuito “su richiesta” dalla Paramount con un’abile mossa commerciale in pochissime sale scelte in giro per gli USA. Dopo che il tam-tam ha preso vita, i cinema sono diventati centinaia (700 questo weekend), e l’incasso, che attualmente è già di 13 milioni di dollari, dovrebbe compiere un ulteriore balzo in avanti. Chissà cosa succederà la prossima settimana quando Paramount ha intenzione di proporlo in 2000 schermi puntando a sottrarre lo scettro al re del cinema di Halloween, ovvero la saga di Saw in arrivo col sesto episodio.

La semplice ma fenomenale storia di una coppia di sposini che si trasferisce in un appartamento che pare essere infestato da qualche presenza spiritica che disturba il loro sonno, tanto da convincerli a filmare quello che accade con una telecamera, si è già meritata varie etichette, tra cui quella di “horror più spaventoso della Storia”. Il trailer, che trovate qui sotto, pare promettere bene.

Curiosi di vederlo? L’attesa sarà ripagata entro breve. Siamo infatti i primi a potervi comunicare che Filmauro, che ha acquisito i diritti di distribuzione del film in Italia ancora più di un anno fa, ha deciso di farlo uscire sui nostri schermi il prossimo 5 febbraio 2010.

Il futuro del cinema di qualità

Posted in Iniziative, Premi di Paul on 9 Ottobre 2009 No Comments yet

Di ritorno dalla tre-giorni mantovana degli annuali “Incontro del cinema d’essai” organizzati dalla FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) che ha visto la partecipazione di circa 400 tra produttori, distributori e soprattutto esercenti italiani specializzati nella diffusione del cinema di qualità, urgono un paio di riflessioni.

Innanzitutto cosa si intende, ancora oggi, per essai? E ha ancora senso parlarne nell’era dei multiplex? Ogni anno case di distribuzione specializzate come la Lucky Red di Andrea Occhipinti, la Bim dell’agguerrito Valerio De Paolis, la Mikado, le piccole Fandango, Archibald, Bolero, ecc. e saltuariamente anche le più generaliste (01, Medusa, Warner) introducono sul mercato decine, centinaia di titoli, la quasi totalità dei quali risultano assolutamente invisibili per colpa di una distribuzione insufficiente e di una promozione non possibile. Non pensiamo però che essai significhi soltanto cinematografia sperimentale, opere di piccoli e sperduti paesi, spesso film pesanti ed incomprensibili: d’essai erano Gran Torino, Si può fare (questi due premiati a Mantova coi premi FICE assegnati dai lettori della rivista Vivilcinema), Vincere, The Millionaire, i quali hanno avuto però dalla loro parte la notorietà degli interpreti o del regista, la promozione televisiva o l’interesse generale che ha aperto loro, spesso, anche le porte delle tanto criticate multisale, accusate di aver portato, dal 2001 a oggi, alla chiusura di ben 725 schermi cittadini.

Ad oggi resistono 861 schermi d’essai, alcuni dei quali ubicati anche nei multiplex, che dichiarano tali una o due sale tra le molte a loro disposizione per poter usufruire, a fine anno, dei contributi dedicati a chi fa cinema di qualità o promuove i lavori europei. Secondo alcuni è proprio la sofferenza del cinema d’essai ad aver penalizzato il cinema italiano di qualità: per il produttore Angelo Barbagallo, intervenuto a Mantova, occorrerebbero finanziamenti non solo per il normale lavoro di programmazione dei locali ma anche per la loro ristrutturazione, mentre per De Paolis della BIM il problema principale è l’invecchiamento del pubblico, che non si rinnova. Va anche detto, ma questa è un’idea mia, che molto spesso questi esercenti sperano di riempire le loro sale con pellicole difficili e pesanti da mandare giù, dedicate davvero troppo ad un pubblico di nicchia e quindi azzoppate in partenza.

A Mantova gli addetti ai lavori hanno potuto assistere alla presentazione di vari film in anteprima, italiani e non. Personalmente mi muore il cuore pensare, dopo la loro visione, che un paio di piccole opere italiane semplici ma molto efficaci come il neorealista “Non è ancora domani - La pivellina” (vincitore di un premio a Cannes) o “Dieci inverni” di Valerio Mieli passeranno quasi sicuramente inosservate. Frequentate le vecchie care sale d’essai, farete scoperte niente male!