Il collasso del 3D?

Posted in Punti di vista di Harvey on 30 Aprile 2010 9 commenti

Hey Ho! Let’s Go

Premessa: non considero il 3D una moda, e capisco che il titolo del post possa risultare un po’ equivoco. È uno strumento tecnologico che necessita di persone intelligenti per poter essere sfruttato al meglio, gente del calibro di James Cameron per intenderci (oppure vedremo cosa combineranno registi come Ridley Scott o Christopher Nolan, qualora eventualmente decidessero di confrontarsi con il 3D). Finora è stato dato in mano a registi che facevano film mediocri anche in 2D, oppure alcuni registi hanno dovuto subire l’atroce conversione in post-produzione.

Una mossa però può far crollare in pochi anni la nuova frontiera. Oltre alla già citata conversione in 3D durante la post-produzione (ho fatto l’errore di vedere Alice in Wonderland, e credo che lo stesso errore non lo commetterò più), avanza il rischio che anche vecchi classici del passato vengano riconvertiti (è più di un rumor la notizia che i produttori de Lo Squalo di Steven Spielberg siano intenzionati a far uscire nuovamente la pellicola). Si faticherà già molto per convincere il pubblico a vedere 3D non nativi applicati a film comunque nuovi, stento davvero a prevedere le potenzialità commerciali legate a pellicole che il pubblico ha già avuto modo di vedere decine di volte, salvo ovviamente casi in cui il tal film/saga non disponga di un enorme fanbase (es.: Star Wars).

James Cameron è intenzionato a fondare una organizzazione per la regolamentazione a tutela della qualità dei futuri film in 3D, se davvero riuscirà anche in questa missione (oltre ad aver offerto sostanzialmente il primo 3D degno di questo nome con Avatar) potrà essere senza alcun dubbio considerato il padre “adottivo” di questa nuova tecnologia che, con buona pace di chi non ama le sfide futuristiche, segnerà il nuovo cammino della settima arte.

David di Donatello: il premio (invisibile) del cinema italiano

Posted in Premi di Paul on 23 Aprile 2010 3 commenti

Esce Cella 211 e i trailer urlano ai quattro venti: “Vincitore di 8 premi Goya”. Il profeta è osannato sui giornali italiani perchè vince 9 Cèsar. E in patria?

Da noi esiste il premio David di Donatello. Ancora, mi verrebbe da aggiungere se qualcuno se ne fosse scordato, visto che negli ultimi anni ha perso in importanza, prestigio e soprattutto visibilità. Memorabile, per quanto toccò il fondo, fu l’edizione del 2008, l’ultima ad essere trasmessa in chiaro sulle reti Rai. La collocazione oraria per quello che dovrebbe essere l’evento annuale più atteso per il cinema italiano fu un afoso pomeriggio su RaiDue, alle 18.30, dopo una replica di “Streghe”. E la cerimonia si dovette svolgere in fretta e furia, mortificando grandi ospiti come Pedro Almodovar, per poter dare la linea in tempo, alle 20.20, al “Lotto alle Otto”.

Dall’anno scorso si è preferito puntare quindi sul meno vistoso satellite, con differita notturna (sic) in chiaro. RaiSat e Rai4 trasmetteranno l’evento in diretta il prossimo 7 maggio dalle 18.30, presentato come ormai di consueto dall’ironico e beffardo Tullio Solenghi (che Dio lo abbia in gloria), e RaiUno lo riproporrà in differita alle 22.30, immaginiamo come al solito tagliuzzato e montato alla meno peggio. Tanto in ogni caso gli ascolti sono sempre bassissimi, e già questo dovrebbe farci riflettere su quanto al pubblico stia a cuore in realtà la tanto proclamata ma costantemente rimandata “rinascita” dell’industria cinematografica nostrana. Viene comunque da tirare un sospiro di sollievo dando uno sguardo alle nomination, che una volta tanto si sono dimenticate di nomi importanti che venivano inseriti nelle cinquine giusto per assicurarsi la loro presenza in platea (quest’anno a bocca quasi asciutta Verdone e Muccino) per valorizzare alcuni onesti e meno presuntuosi lavori della stagione passata, uno dei quali praticamente passato come un razzo in poche sale: L’uomo che verrà di Giorgio Diritti.

Stupisce il numero delle candidature raggiunte da alcuni film: La prima cosa bella ne vanta addirittura diciotto (!), per Diritti sono sedici, per Vincere di Bellocchio sono quindici, quattordici se le è aggiudicate Baarìa e dodici Mine vaganti. Resta poco spazio per qualcos’altro: secondo voi davvero queste cinque pellicole rappresentano il non plus ultra della stagione passata? O è meglio parlare invece di “meno peggio”?

E se perfino Checco Zalone da oggi può vantare sul curriculum una nomination ai David (per la canzone “Angela” tratta dal suo Cado dalle nubi, e non sto scherzando), allora ci si accorge davvero che la situazione si è fatta seria. Il David di Donatello continua a esistere per premiare i soliti noti, per far felice Gian Luigi Rondi che ne è stato fondatore e ne è ancora immarcescibile fautore e per giustificare la lauta cena post-premiazione a cui tutti partecipano con gran gioia e sollazzo. Ma state pur tranquilli se non vi ricordate chi ha vinto il premio lo scorso anno, siete in buona compagnia. Mentre giunge come un grido disperato lo sfogo del buon Pupi Avati, deluso dalle mancate nomination per (l’inguardabile, aggiungo io) Il figlio più piccolo: se una ragione ce la siamo fatta noi, Pupi, siamo certi te la possa fare anche tu.

Nexo Digital: Un nuovo modo di vivere il cinema

Posted in Iniziative di Franken on 21 Aprile 2010 2 commenti

Probabilmente molti storceranno il naso e molti degli altri che leggeranno questo articolo, oltre a storcere il naso, si troveranno a confrontarsi con una certa diffidenza in merito all’operazione che la Nexo Digital sta cercando di avviare sul territorio italiano.

Prima di tutto dobbiamo mettere in chiaro una cosa: Chi è e cosa fa la Nexo Digital?

Riprendo testualmente le parole di Alberto Pillon, Production and Operation Manager di Nexo Digital che, in maniera breve e concisa, descrive così la società:

“Nexo Digital è una società che opera nell’ambito della produzione e distribuzione di contenuti alternativi per il cinema, principalmente dedicati al nascente mercato digitale 2K (l’alta definizione digitale dei cinema moderni, 2milioni di pixel per fotogramma, ndr). [...] Tra gli obbiettivi che ci siamo dati nel fondare Nexo Digital, vi è sicuramente quello di prestare attenzione particolare allo stato qualitativo dei prodotti proposti, sia in termini di appeal del contenuto proposto, sia in termini di attenzione alla parte tecnica che ne determina la corretta proiezione. Abbiamo due prime linee editoriali in fase di start-up: Nexo Legend, che si occuperà di riportare ogni anno circa 80 titoli del passato in formato 2K (grandi successi come Psycho, A Qualcuno Piace Caldo, Rocky, Ritorno al Futuro) [...] e Nexo Live che proporrà concerti musicali classici, rock, pop, jazz, oltre ad eventi teatrali e sportivi.” (fonte: proiezionisti.com)

Ora, non sono certamente tutte parole di fumo quelle dette da Alberto Pillon perché, come pochi di voi sapranno, lo scorso Giovedì (15 Aprile) in almeno 100 sale attrezzate con il Digitale 2K si è tenuto il primo evento realizzato dalla Nexo Digital: Il Concerto di Ligabue del 2008 allo Stadio Olimpico riproposto con una strepitosa qualità audio/visiva. I risultati (stando sempre alle parole dello stesso Pillon che parla di “sold-out” in molte di queste sale) sono stati esaltanti e quindi i propositi per continuare sulla strada intrapresa sono ottimi.

Io personalmente, da grande amante del cinema e delle moderne tecnologie di proiezione, non posso che essere estasiato da questo interessantissimo progetto tutto italiano, ma come al solito, la cosa a cui devo prontamente pensare è: “si è trattato di un episodio isolato, o semplicemente del fatto che il protagonista di questo primo evento è uno degli autori rock più amati di sempre in Italia e con più fan al seguito, oppure l’iniziativa ha del vero potenziale e potrà essere considerata una valida alternativa (con “alternativa” non intendo certo dire rimpiazzo, perché l’esperienza di un concerto live difficilmente potrà essere soppiantata da una proiezione, seppure in HD) per tutte quelle persone che non avranno l’opportunità di trovarsi nel posto giusto al momento giusto?”.

Ora come ora non so darmi una risposta ma sono fiducioso, sia per la tecnologia, sia per i film di vecchia data che verranno riproposti nell’incanto delle sale cinematografiche e che, probabilmente, faranno vivere le emozioni del cinema di altri tempi anche alle nuove generazioni…

Quindi un “in bocca al lupo” anche da parte di noi altri di Trailersland.com

Guadagnino e il suo Amore amati in UK e non in Italia

Posted in Curiosità di Franken on 17 Aprile 2010 2 commenti

In Italia è sugli schermi già da quasi un mese (esattamente dal 19 marzo) e ha incassato poco più di 209,000 euro, in Inghilterra, appena uscito, ha raggiunto le 172,000 sterline (poco più di 195,000 euro) . Stiamo parlando di “Io sono l’amore” , l’ultimo film del regista siciliano Luca Guadagnino che i più ricorderanno per aver diretto “Melissa P.”, pessima trasposizione del pessimo romanzo biografico (in forma di diario) “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” della catanese Melissa Panarello. La distribuzione del film è avvenuta, in UK, in circa 35 sale (contro le poco più di 10 italiane) e gli esiti al botteghino sono stati addirittura superiori a quelli del “Gomorra” di Garrone nel 2008 ( 171,000 sterline con proiezioni in 39 sale). Una grande sorpresa anche per la Metrodome, casa di distribuzione locale, che di recente ha dovuto far fronte al clamoroso flop della commedia “Motherhood” con Uma Thurman (di cui già il nostro Paolo aveva parlato quest’estate) che contava (ebbene si) solo 130 dollari d’incassi al primo week-end ( tredici spettatori di cui solo uno presente alla “opening night” e 10 $ a biglietto). Il film di Guadagnino ( “I Am Love” all’estero), già ospitato ai film festival di Venezia, Toronto, Berlino e Sundance ha riscosso critiche entusiastiche dalla stampa internazionale (contrastanti invece quelle della stampa italiana). Chi scrive si è dovuto recare in una piccola sala della capitale (una di quelle dieci citate prima) e mettersi in coda a una folta schiera di ultrasessantenni (che commentavano: “guarda come sono giovani quei ragazzi!”), per vedere il film in questione. I trailer (italiani e non) sono affascinanti, i giudizi della critica che compaiono e scompaiono in dissolvenza, bianchi e luminosi, mentre la Swinton s’infratta con Gabbriellini in un campo fiorito in piena impollinazione, o corre sulle scale della chiesa ortodossa di Sanremo ammetto mi avevano incuriosito. C’è chi ha scomodato anche Visconti e i suoi ritratti disincantati dell’alta borghesia. L’opera di Guadagnino è certo ambiziosa, un mélo tonante ed eclatante che in realtà racconta poco e niente di nuovo. Ma è interessante, se non per il materiale almeno per la tecnica: il forte impatto dell’immagine, la sensualità dei movimenti di macchina, l’attenta costruzione della sequenza, il montaggio. E’ un film atipico che pare confezionato da un esteta, un film in pratica a cui non siamo abituati. Ed è probabilmente questo uno dei motivi per cui sta passando inosservato nel nostro Paese. Bisognerà attendere i pareri (qualcuno già ce l’abbiamo ed è buono) e gli esiti d’oltreoceano, dove l’uscita è prevista il 18 giugno, per una rivalutazione. Ci sarà magari qualcuno che azzarderà a parlare di una nomination ai prossimi Oscar. Staremo a vedere.

Quale futuro?

Posted in Horror Land di Harvey on 15 Aprile 2010 No Comments yet

Hey Ho! Let’s Go

Con l’arrivo del remake di Nightmare (e l’atteso ritorno di Pinhead/Hellraiser, di  cui si parla già da qualche mese) il cinema horror moderno ha sostanzialmente spremuto tutte le principali risorse del genere nate negli anni 70/80, ovvero probabilmente il periodo più florido del genere horror (e in assoluto quello preferito dal sottoscritto).

L’horror, nel decennio appena concluso, è stato fortemente segnato dal ritorno di queste storiche icone, e ben poco ha fatto per accostarne di nuove. Sicuramente Jigsaw è entrato a far parte di questo gruppo (quantomeno come importanza, la qualità mi riservo di giudicarla almeno dopo la conclusione della saga), e poche altre eccezioni; forse tra queste meriterebbe di essere rivalutato The Creeper, creatura mangiauomini di Jeepers Creepers - Il canto del diavolo e relativo sequel (e ormai in procinto di tornare in un terzo episodio, sempre diretto da Victor Salva).

Il nuovo decennio sarà probabilmente segnato da altri storici ritorni: primo tra tutti Ghostface nel quarto capitolo della saga di Scream (diretto da Wes Craven), anche se una impronta molto importante la potrà imporre la risorta Hammer Film Productions.

La Hammer è artefice di capisaldi del genere quali La Maschera di Frankestein, Dracula il Vampiro e La Mummia, e ha già annunciato che è seriamente intenzionata a produrre dei remake (anche se vengono presentati prevalentemente come reimmaginazioni) di questi grandi cult. Una notizia sicuramente piacevole che permetterà anche al pubblico più giovane di avvicinarsi ai classici anni ’50, impresa nettamente più difficile di quanto non si sia fatto con quelli di vent’anni più tardi.

Una domanda però sporge spontanea… se la produzione americana sembra nuovamente intenzionata a guardare al proprio passato, chi provvederà a guardare al futuro? I soliti James Wan e Eli Roth (Rob Zombie si impegnerà anch’esso in un remake: Blob - Fluido mortale)?

Non resta che sperare che l’Europa, in particolare Spagna e Francia, non smarrisca la propria ispirazione

Estate cinematografica italiana: un sogno irrealizzabile

Posted in Anticipazioni di Paul on 9 Aprile 2010 1 commento

Ogni anno in primavera riparte la solita solfa: “è arrivata l’estate della riscossa”, “le sale saranno piene di nuove uscite anche nei mesi caldi”, bla bla bla. Tocca stavolta a Paolo Protti, presidente ANEC (Ass. esercenti cinema), spararla grossa:

“E’ estremamente positivo che finalmente gran parte della distribuzione  cinematografica si sia convinta che l’estate possa essere un buon momento per far uscire i propri film, così come accade durante gli altri periodi dell’anno. Per la prima volta i mesi estivi non prevedono soltanto l’uscita di alcuni blockbuster, ma di un nutrito numero di film che può rappresentare la svolta per una completa programmazione del periodo estivo. Se le uscite annunciate verranno confermate, potremo affermare che il mercato ha finalmente raggiunto la maturità per garantire un’ottima offerta per tutto l’anno”.

Tutto molto interessante. Se fosse vero. Perchè chissà come mai i distributori, e a quanto pare anche Protti, continuano a dimenticarsi: 1) che l’estate non inizia con la prima settimana di maggio e con l’arrivo dei consueti blockbuster apripista - quest’anno Iron Man 2, Robin Hood, Prince of Persia; e 2) che l’estate non finisce con metà luglio per poi magicamente riprendere a fine agosto. Come ogni anno, anche il 2010 vedrà un clamoroso buco distributivo che partirà dalla release di Toy Story 3D (7 luglio) e terminerà con Shrek 4 (20 agosto). Nel mezzo? Predators e il remake di Funeral Party (14 luglio), i pluririmandati Il solista e The Box (23 luglio), e il fantascientifico The Adjustment Bureau con Matt Damon (6 agosto). Non proprio appetibilissimi. Nelle stesse settimane il resto del mondo vedrà L’apprendista stregone (da noi a fine agosto), L’ultimo dominatore dell’aria, Mangia prega ama, Inception e Salt (tutti da noi nel solitamente intasato settembre).

Insomma che c’è da gioire? Siamo alle solite. Se la distribuzione si ferma finchè il pubblico è in vacanza, non vuol dire sfruttare l’estate ma semmai allungare leggermente la primavera e anticipare di un pochettino l’autunno. E sarà così ancora per molto, molto tempo, perchè una situazione del genere fa comodo ai distributori, alle associazioni e agli esercenti: tutti sanno benissimo che un film fatto uscire a luglio inoltrato incasserà sicuramente meno di quello che potrebbe ottenere solo poche settimane dopo con il ritorno degli italiani dalle vacanze. Sebbene ogni anno chi di turno si ostini a sostenere il contrario.

Il 3D nei nostri salotti grazie a Samsung

Posted in Blu-Ray Disc di Monte on 6 Aprile 2010 1 commento

Era stato annunciato (e premiato come “best Innovation”) al CES di Las Vegas 2010, è entrato in commercio negli usa dal 11 Marzo e presto, molto presto, arriverà anche in Europa (Italia compresa). Stiamo parlando del nuovo gioiellino tecnologico della Samsung, il (primo) lettore Blu Ray Disc 3D: Il BD-C6900.

Nelle ultime settimane il web è stato invaso da recensioni, opinioni, pareri e quanto di più ci si può aspettare da un passo tecnologico che secondo alcuni segnerà un vero e proprio cambiamento nel panorama dell’home entertainment (nei cinema è già avvenuto. Basti vedere i successi dei film 3D al Box Office mondiale). Il nuovo lettore della Samsung, coadiuvato ovviamente da un Televisore in grado di fluire i video in stereoscopia 3D, apre ufficialmente le porte del 3D a tutti arrivando sul mercato con un prezzo che si aggira intorno ai 400 € (alcuni blogger lo definiscono alto perché, stando alla realtà dei fatti, i cambiamenti rispetto ai vecchi lettori BD sono minimi).

Le caratteristiche, almeno sulla carta, sono strepitose. Si parla di una resa eccezionale nella riproduzione di BD stereoscopici (per ora, sul mercato, pare ci sia solo Mostri Contro Alieni della Dreamworks), upscaling dei DVD senza precedenti, uscite Audio/Video di ultima innovazione e collegamenti con la rete ad altissima velocità (anche Wi-Fi) che danno l’opportunità di accedere a diversi servizi (come Internet@TV) e, come se non bastasse, permettono anche la visione di DIVX direttamente dal vostro Computer personale.

Insomma, quello del 3D nelle case è sicuramente un passo importante quanto pericoloso (ai fini del mercato). Alla fine dei conti, ora come ora, non riesco a immaginarmi una famiglia seduta a tavola che guarda la TV con un paio di occhiali 3D… probabilmente, il passo più importante verso questo tipo di evoluzione spetta a coloro che, prima o poi, riusciranno a sviluppare un TV che riesca a rendere in 3D anche senza l’aiuto di occhialini polarizzati.

Di seguito vi segnaliamo un paio di Link, nel caso in cui vi interessi conoscere a fondo questo nuovo prodotto:

Sito Ufficiale
AVMagazine
HDRik’s Blog (recensione completa)

One, two, Freddy is coming for you…

Posted in Horror Land di Harvey on 3 Aprile 2010 2 commenti

Hey Ho! Let’s Go

Come tutti sappiamo, manca ormai meno di un mese all’uscita nei cinema americani del remake di A Nightmare on Elm Street.

Ogni volta che si ripresenta un remake di un grande classico del passato nasce subito un quesito universale: è giusto o no andare a modificare e reinventare un film o una saga già consegnate alla Storia del cinema?

Molto spesso la risposta a questa domanda è negativa, e sale così la disapprovazione dei fan più nostalgici.

È difficile però considerare questa operazione sbagliata a priori.

Innanzitutto è doveroso dire come l’ottavo film sulle avventure di Freddy Krueger non sia completamente un remake, ci saranno sia scene riprese dal film originale e sia scene originali (come avvenne per Halloween - The Beginning di Rob Zombie), in quale proporzione però sarà possibile dirlo solamente dopo aver visto il film.
D’altra parte la parola remake è molto abusata, basti pensare a Venerdì 13 di Marcus Nispel, in cui non c’era un solo fotogramma uguale al film originale del 1980 di Sean S. Cunningham.

I giudizi preventivi e negativi riguardante i remake sono ormai diventati discorsi sostanzialmente sterili, e proviamo a vedere i necessari punti chiave per avvicinarci a Nightmare 2010:

1-Tra i tanti registi provenienti dai videoclip che si potevano scegliere, Samuel Bayer è sicuramente tra i migliori. Nel curriculum figurano video di Iron Maiden, Cranberries, David Bowie, Smashing Pumpkins, Sheryl Crow, Offspring, Metallica e Green Day, oltre allo storico videoclip di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana.

2-Freddy Krueger vive prettamente nei sogni (ma non solamente nei sogni, come qualche fan disattento si ostina a dire). Questa caratteristica permette di spalancare le porte della fantasia a registi e sceneggiatori e creare davvero ambientazioni di ogni tipo per le avventure di Freddy. Con i budget e le tecnologie odierne chi si appresta a offrire la sua personale interpretazione di Freddy può davvero sbizzarrirsi nel creare scenari “da incubo”.

Questa prospettiva non credo possa emergere già nel film in uscita in agosto, che probabilmente manterrà una certa uniformità con i suoi predecessori, ma se dall’eventuale (e probabile) sequel la regia venisse affidata a registi con maggiore autorialità (come appunto già fatto con Halloween diretti da Rob Zombie) ecco che questa particolare caratteristica potrebbe davvero essere sfruttata in maniera esaltante per i fan.

3-Ovviamente nessuno rinnega la paternità di Nightmare a Wes Craven e Robert Englund, ma certamente non si può negare che Jackie Earle Haley sia un attore di grande talento; ben venga chiunque, a proprio rischio e pericolo, voglia dare la propria visione e interpretazione di un personaggio così leggendario.
Andrà male? Pazienza, i vecchi film rimarranno belli tali e quali a prima.

…One, two, Freddy’s coming for you.

Three, four, better lock your door.

Five, six, grab your crucifix.

Seven, eight, gonna stay up late.

Nine, ten, never sleep again.