Oscar e David premiano i flop

Posted in Premi di Paul on 12 Maggio 2010 No Comments yet

Ok, il titolo del post è impietoso ed un filino esagerato, ma l’annata dei premi cinematografici italiani e americani è stata accomunata dall’aver premiato con la massima onorificenza, quella di Miglior Film, due pellicole che al box-office non avevano ricevuto in origine la meritata accoglienza. Di The Hurt Locker si è detto tutto il possibile, mentre ha stupito in molti la premiazione de L’uomo che verrà pochi giorni fa ai David di Donatello, dove si è portato a casa tre statuette (le altre due sono state Miglior produttore e Miglior fonico di presa diretta).

Ad accomunare il film di Diritti con quello della Bigelow è soprattutto il fatto che da questi riconoscimenti i film non hanno potuto trarre profitto, almeno in sala, per incrementare il loro modesto gruzzolo guadagnato. L’uomo che verrà si è fermato in totale dalla sua data d’uscita (22 gennaio) a poco più 1.200.000 euro, e nel week-end scorso, dopo la premiazione di venerdì sera, è riuscito giusto a racimolare altri 8.400 euro fermandosi al 33esimo posto della classifica italiana.

Insomma ancora una volta è stato dimostrato quanto al pubblico non interessino più i giudizi dei critici dei giornali o degli “addetti ai lavori” (spesso con molte virgolette) che fanno da giurati a premi come i David (ecco l’elenco completo): nessuno oggi riesce a dire al pubblico cosa andare a vedere e cosa invece evitare. Premi, recensioni, stelline e stellette sono sempre più ad uso e consumo di chi ne è autore o fautore e di pochi veri appassionati, e sempre meno al servizio del grande pubblico. Un tempo per delle stroncature sulle pagine di prestigiosi quotidiani la carriera in sala di un film poteva dirsi finita. Oggi vengono bellamente snobbate. D’altronde si sa: come quando gioca la Nazionale tutti diventiamo allenatori, anche quando vediamo un film tutti diventiamo critici. Con buona pace di chi, l’allenatore o il critico, lo fa di mestiere.

David di Donatello: il premio (invisibile) del cinema italiano

Posted in Premi di Paul on 23 Aprile 2010 3 commenti

Esce Cella 211 e i trailer urlano ai quattro venti: “Vincitore di 8 premi Goya”. Il profeta è osannato sui giornali italiani perchè vince 9 Cèsar. E in patria?

Da noi esiste il premio David di Donatello. Ancora, mi verrebbe da aggiungere se qualcuno se ne fosse scordato, visto che negli ultimi anni ha perso in importanza, prestigio e soprattutto visibilità. Memorabile, per quanto toccò il fondo, fu l’edizione del 2008, l’ultima ad essere trasmessa in chiaro sulle reti Rai. La collocazione oraria per quello che dovrebbe essere l’evento annuale più atteso per il cinema italiano fu un afoso pomeriggio su RaiDue, alle 18.30, dopo una replica di “Streghe”. E la cerimonia si dovette svolgere in fretta e furia, mortificando grandi ospiti come Pedro Almodovar, per poter dare la linea in tempo, alle 20.20, al “Lotto alle Otto”.

Dall’anno scorso si è preferito puntare quindi sul meno vistoso satellite, con differita notturna (sic) in chiaro. RaiSat e Rai4 trasmetteranno l’evento in diretta il prossimo 7 maggio dalle 18.30, presentato come ormai di consueto dall’ironico e beffardo Tullio Solenghi (che Dio lo abbia in gloria), e RaiUno lo riproporrà in differita alle 22.30, immaginiamo come al solito tagliuzzato e montato alla meno peggio. Tanto in ogni caso gli ascolti sono sempre bassissimi, e già questo dovrebbe farci riflettere su quanto al pubblico stia a cuore in realtà la tanto proclamata ma costantemente rimandata “rinascita” dell’industria cinematografica nostrana. Viene comunque da tirare un sospiro di sollievo dando uno sguardo alle nomination, che una volta tanto si sono dimenticate di nomi importanti che venivano inseriti nelle cinquine giusto per assicurarsi la loro presenza in platea (quest’anno a bocca quasi asciutta Verdone e Muccino) per valorizzare alcuni onesti e meno presuntuosi lavori della stagione passata, uno dei quali praticamente passato come un razzo in poche sale: L’uomo che verrà di Giorgio Diritti.

Stupisce il numero delle candidature raggiunte da alcuni film: La prima cosa bella ne vanta addirittura diciotto (!), per Diritti sono sedici, per Vincere di Bellocchio sono quindici, quattordici se le è aggiudicate Baarìa e dodici Mine vaganti. Resta poco spazio per qualcos’altro: secondo voi davvero queste cinque pellicole rappresentano il non plus ultra della stagione passata? O è meglio parlare invece di “meno peggio”?

E se perfino Checco Zalone da oggi può vantare sul curriculum una nomination ai David (per la canzone “Angela” tratta dal suo Cado dalle nubi, e non sto scherzando), allora ci si accorge davvero che la situazione si è fatta seria. Il David di Donatello continua a esistere per premiare i soliti noti, per far felice Gian Luigi Rondi che ne è stato fondatore e ne è ancora immarcescibile fautore e per giustificare la lauta cena post-premiazione a cui tutti partecipano con gran gioia e sollazzo. Ma state pur tranquilli se non vi ricordate chi ha vinto il premio lo scorso anno, siete in buona compagnia. Mentre giunge come un grido disperato lo sfogo del buon Pupi Avati, deluso dalle mancate nomination per (l’inguardabile, aggiungo io) Il figlio più piccolo: se una ragione ce la siamo fatta noi, Pupi, siamo certi te la possa fare anche tu.

Estate cinematografica italiana: un sogno irrealizzabile

Posted in Anticipazioni di Paul on 9 Aprile 2010 1 commento

Ogni anno in primavera riparte la solita solfa: “è arrivata l’estate della riscossa”, “le sale saranno piene di nuove uscite anche nei mesi caldi”, bla bla bla. Tocca stavolta a Paolo Protti, presidente ANEC (Ass. esercenti cinema), spararla grossa:

“E’ estremamente positivo che finalmente gran parte della distribuzione  cinematografica si sia convinta che l’estate possa essere un buon momento per far uscire i propri film, così come accade durante gli altri periodi dell’anno. Per la prima volta i mesi estivi non prevedono soltanto l’uscita di alcuni blockbuster, ma di un nutrito numero di film che può rappresentare la svolta per una completa programmazione del periodo estivo. Se le uscite annunciate verranno confermate, potremo affermare che il mercato ha finalmente raggiunto la maturità per garantire un’ottima offerta per tutto l’anno”.

Tutto molto interessante. Se fosse vero. Perchè chissà come mai i distributori, e a quanto pare anche Protti, continuano a dimenticarsi: 1) che l’estate non inizia con la prima settimana di maggio e con l’arrivo dei consueti blockbuster apripista - quest’anno Iron Man 2, Robin Hood, Prince of Persia; e 2) che l’estate non finisce con metà luglio per poi magicamente riprendere a fine agosto. Come ogni anno, anche il 2010 vedrà un clamoroso buco distributivo che partirà dalla release di Toy Story 3D (7 luglio) e terminerà con Shrek 4 (20 agosto). Nel mezzo? Predators e il remake di Funeral Party (14 luglio), i pluririmandati Il solista e The Box (23 luglio), e il fantascientifico The Adjustment Bureau con Matt Damon (6 agosto). Non proprio appetibilissimi. Nelle stesse settimane il resto del mondo vedrà L’apprendista stregone (da noi a fine agosto), L’ultimo dominatore dell’aria, Mangia prega ama, Inception e Salt (tutti da noi nel solitamente intasato settembre).

Insomma che c’è da gioire? Siamo alle solite. Se la distribuzione si ferma finchè il pubblico è in vacanza, non vuol dire sfruttare l’estate ma semmai allungare leggermente la primavera e anticipare di un pochettino l’autunno. E sarà così ancora per molto, molto tempo, perchè una situazione del genere fa comodo ai distributori, alle associazioni e agli esercenti: tutti sanno benissimo che un film fatto uscire a luglio inoltrato incasserà sicuramente meno di quello che potrebbe ottenere solo poche settimane dopo con il ritorno degli italiani dalle vacanze. Sebbene ogni anno chi di turno si ostini a sostenere il contrario.

Il record di Avatar spazzato Via dal Vento

Posted in Curiosità di Paul on 30 Gennaio 2010 No Comments yet

Ciò che fino a poche settimane fa risultava impensabile è accaduto: il mostruoso record di incassi che segnò Titanic a cavallo tra il 1997 e il 1998, quella somma alla quale neppure i più grandi kolossal full special effects del nuovo millennio sono mai riusciti anche solo ad avvicinarsi, è crollata come un castello di sabbia con l’arrivo degli omini blu del medesimo regista (il cui ego non riusciamo ad immaginare quali livelli possa aver raggiunto nel frattempo). Nei giorni scorsi i titoli dei giornali strillavano “Avatar record di incassi”, “Il più grande incasso di tutti i tempi”, “Cameron di nuovo in cima al mondo”, ed è vero, i numeri parlano chiaro: Avatar abbatterà a ore il muro dei 2 miliardi di dollari worldwide, mentre il film con DiCaprio e la Winslet si è fermato a 1,843 miliardi.

Negli Stati Uniti il miracolo dovrebbe accadere a momenti. Basta poco infatti per superare i 600 milioni domestici totalizzati da Titanic. Esiste però anche un altro tipo di classifica, ipotetica ma sicuramente curiosa, ovvero quella degli incassi “aggiustati” all’inflazione. E risulta impietosa nei confronti del kolossal in 3D di Cameron. E’ infatti l’imbattibile Via col vento il film dei film di sempre, con i suoi circa 200 milioni di dollari incassati sul solo suolo statunitense (complici anche varie re-release) che oggi sarebbero qualcosa come 1,5 miliardi domestici.

Ecco le prime dieci posizioni di questa interessante classifica presa da boxofficejomo.com:

Rank Title (click to view) Studio Adjusted Gross Unadjusted Gross Year^
1 Gone with the Wind MGM $1,507,252,900 $198,676,459 1939^
2 Star Wars Fox $1,328,772,200 $460,998,007 1977^
3 The Sound of Music Fox $1,062,418,700 $158,671,368 1965
4 E.T.: The Extra-Terrestrial Uni. $1,058,233,300 $435,110,554 1982^
5 The Ten Commandments Par. $977,260,000 $65,500,000 1956
6 Titanic Par. $957,460,300 $600,788,188 1997
7 Jaws Uni. $955,468,000 $260,000,000 1975
8 Doctor Zhivago MGM $926,050,500 $111,721,910 1965
9 The Exorcist WB $824,842,300 $232,671,011 1973^
10 Snow White and the Seven Dwarfs Dis. $813,140,000 $184,925,486 1937^

Curiosi di sapere dove si trova Avatar? Mentre scrivo è al 26esimo posto, ma salirà sicuramente di almeno altre 6-7 posizioni se non di più.

Lungi da noi prendere troppo seriamente un “giochino” di questo genere, che non tiene conto di vari e importanti fattori: primo fra tutti il ruolo che il cinema ha avuto nelle varie epoche storiche del secolo scorso, soprattutto prima dell’avvento della televisione e, successivamente, dell’home video. Va anche detto però che Avatar è il primo film che beneficia in questo modo di un vantaggio economico da non prendere sottogamba, ovvero un abbondante sovrapprezzo dei biglietti per la visione in 3D (dalla quale deriva circa l’80% dell’incasso totale). 10 dollari per ticket negli States, che salgono a circa 18 dollari per l’esperienza IMAX. E in Italia non siamo da meno, con biglietti a 10 euro (se non 11 come nel circuito The Space). Insomma, due ingressi al prezzo di tre non sono da sottovalutare nel risultato finale.

In ogni caso la velocità con cui Avatar ha toccato simili risultati, raggiunti dal suo competitor in mesi e mesi di permanenza al cinema, è ragguardevole e contribuisce a rendere storico questo primo grande evento cinematografico del nuovo millennio, nonchè questo nuovo modo di fruire dell’esperienza visiva su grande schermo. Ma il cinema non doveva soccombere a colpi di pirateria?

Paranormal Activity sbarca in Italia

Posted in Horror Land di Paul on 17 Ottobre 2009 10 commenti

Negli Stati Uniti è il caso del momento.

Paranormal Activity, un horror per il quale la definizione di low budget andrebbe rivista e corretta nella più calzante “zero budget” (che pare aggirarsi sugli 11mila dollari!), sta macinando incassi dopo essere stato inizialmente distribuito “su richiesta” dalla Paramount con un’abile mossa commerciale in pochissime sale scelte in giro per gli USA. Dopo che il tam-tam ha preso vita, i cinema sono diventati centinaia (700 questo weekend), e l’incasso, che attualmente è già di 13 milioni di dollari, dovrebbe compiere un ulteriore balzo in avanti. Chissà cosa succederà la prossima settimana quando Paramount ha intenzione di proporlo in 2000 schermi puntando a sottrarre lo scettro al re del cinema di Halloween, ovvero la saga di Saw in arrivo col sesto episodio.

La semplice ma fenomenale storia di una coppia di sposini che si trasferisce in un appartamento che pare essere infestato da qualche presenza spiritica che disturba il loro sonno, tanto da convincerli a filmare quello che accade con una telecamera, si è già meritata varie etichette, tra cui quella di “horror più spaventoso della Storia”. Il trailer, che trovate qui sotto, pare promettere bene.

Curiosi di vederlo? L’attesa sarà ripagata entro breve. Siamo infatti i primi a potervi comunicare che Filmauro, che ha acquisito i diritti di distribuzione del film in Italia ancora più di un anno fa, ha deciso di farlo uscire sui nostri schermi il prossimo 5 febbraio 2010.

Il futuro del cinema di qualità

Posted in Iniziative, Premi di Paul on 9 Ottobre 2009 No Comments yet

Di ritorno dalla tre-giorni mantovana degli annuali “Incontro del cinema d’essai” organizzati dalla FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) che ha visto la partecipazione di circa 400 tra produttori, distributori e soprattutto esercenti italiani specializzati nella diffusione del cinema di qualità, urgono un paio di riflessioni.

Innanzitutto cosa si intende, ancora oggi, per essai? E ha ancora senso parlarne nell’era dei multiplex? Ogni anno case di distribuzione specializzate come la Lucky Red di Andrea Occhipinti, la Bim dell’agguerrito Valerio De Paolis, la Mikado, le piccole Fandango, Archibald, Bolero, ecc. e saltuariamente anche le più generaliste (01, Medusa, Warner) introducono sul mercato decine, centinaia di titoli, la quasi totalità dei quali risultano assolutamente invisibili per colpa di una distribuzione insufficiente e di una promozione non possibile. Non pensiamo però che essai significhi soltanto cinematografia sperimentale, opere di piccoli e sperduti paesi, spesso film pesanti ed incomprensibili: d’essai erano Gran Torino, Si può fare (questi due premiati a Mantova coi premi FICE assegnati dai lettori della rivista Vivilcinema), Vincere, The Millionaire, i quali hanno avuto però dalla loro parte la notorietà degli interpreti o del regista, la promozione televisiva o l’interesse generale che ha aperto loro, spesso, anche le porte delle tanto criticate multisale, accusate di aver portato, dal 2001 a oggi, alla chiusura di ben 725 schermi cittadini.

Ad oggi resistono 861 schermi d’essai, alcuni dei quali ubicati anche nei multiplex, che dichiarano tali una o due sale tra le molte a loro disposizione per poter usufruire, a fine anno, dei contributi dedicati a chi fa cinema di qualità o promuove i lavori europei. Secondo alcuni è proprio la sofferenza del cinema d’essai ad aver penalizzato il cinema italiano di qualità: per il produttore Angelo Barbagallo, intervenuto a Mantova, occorrerebbero finanziamenti non solo per il normale lavoro di programmazione dei locali ma anche per la loro ristrutturazione, mentre per De Paolis della BIM il problema principale è l’invecchiamento del pubblico, che non si rinnova. Va anche detto, ma questa è un’idea mia, che molto spesso questi esercenti sperano di riempire le loro sale con pellicole difficili e pesanti da mandare giù, dedicate davvero troppo ad un pubblico di nicchia e quindi azzoppate in partenza.

A Mantova gli addetti ai lavori hanno potuto assistere alla presentazione di vari film in anteprima, italiani e non. Personalmente mi muore il cuore pensare, dopo la loro visione, che un paio di piccole opere italiane semplici ma molto efficaci come il neorealista “Non è ancora domani - La pivellina” (vincitore di un premio a Cannes) o “Dieci inverni” di Valerio Mieli passeranno quasi sicuramente inosservate. Frequentate le vecchie care sale d’essai, farete scoperte niente male!

Misteri italiani

Posted in Film inediti di Paul on 21 Agosto 2009 1 commento

In pochi di voi l’avranno notato, ma ieri sera (giovedì 20 agosto) si è consumato sotto gli occhi del pubblico televisivo italiano un mistero che ha dell’incredibile. Canale 5 ha proposto in prima serata il film Motherhood - Il bello di essere mamma, con protagonista Uma Thurman nei panni di una madre super-indaffarata che nel giro di 24 ore dovrà preparare la festa di compleanno alla sua figlioletta di sei anni e cogliere un’occasione importantissima per la sua carriera. Non vi dice nulla vero? E’ normale, perchè questo film non è mai arrivato nelle sale italiane. Trattasi dunque di una classica uscita direct-to-dvd finita successivamente in tv? Neppure.

Eccoci al dunque: Motherhood, diretto da Katherine Dieckmann, è stato proposto da Canale 5 in assoluta anteprima mondiale! Ebbene sì. Presentato al Sundance nel gennaio scorso, il film uscirà nelle sale (badate bene, nelle sale!) americane il prossimo 16 ottobre, seppur in limitata.

E poche settimane fa una cosa simile è successa anche su RaiUno, quando con il titolo Oggi è già domani è stato trasmesso, sempre in prima serata, il film con Dustin Hoffman ed Emma Thompson Last Chance Harvey, nominato a due Golden Globe proprio quest’anno e mai uscito né al cinema né in DVD nel nostro Paese. Almeno però qui si trattava di un prodotto già disponibile in più di mezzo mondo…

Nel caso del film con Uma Thurman invece il mistero della sua messa in onda, più unico che raro, è destinato a rimanere insoluto…

UPDATE: ne capiamo qualcosa di più visto che la stranezza si ripeterà mercoledì prossimo, quando sempre Canale 5 proporrà Gli ostacoli del cuore (The Greatest) con Susan Sarandon e Pierce Brosnan. Anch’esso presentato al Sundance 2009, anch’esso inedito negli USA. Evidentemente un bel pacchetto di prodotti indipendenti deve essere stato venduto alle tv proprio in quella circostanza. L’unica utilità è che se avete un amico americano potete vantarvi di poterli direttamente free sul piccolo schermo.

New Moon: Eagle Pictures ci crede (poco)

Posted in Anticipazioni di Paul on 8 Luglio 2009 11 commenti

Sul periodico specializzato “Box Office”, Roberto Gibelli, advisor dell’AD per lo sviluppo commerciale di Eagle Pictures (casa che dopo aver distribuito in Italia Twilight gestirà anche il lancio del suo sequel, New Moon) dice:

“Noi ci auguriamo che questo secondo episodio possa incassare più del primo anche se, di solito, i sequel ottengono risultati inferiori…

Cosa cosa cosa?? Calma, seppur ci siano dei precedenti illustri, anche recenti (vedi il semi-flop dei sequel di Narnia e dei Fantastici quattro), bisogna aver coraggio per credere che New Moon possa risultare inferiore al suo predecessore. Innanzitutto perchè la saga non è iniziata col botto ma è cresciuta col passaparola e l’homevideo contagiando anche gli iniziali scettici o non-fan dei libri di Stephenie Meyer. Poi perchè il risultato finale al botteghino (382 milioni worldwide, spartiti esattamente a metà tra domestici e fuori-USA) è più che buono ma sicuramente e facilmente superabile senza fatica. Inoltre l’attesa spasmodica che si sta creando in questi mesi dal parte del pubblico più giovane (bastino gli attacchi di isteria ai recenti MTV Movie Awards dove è stato presentato il primo teaser) credo non possa certo essere sottovalutata…

Infine è vero che ci sono delle eccezioni, ma dire che i secondi capitoli vanno generalmente peggio dei primi vuol dire non tenere conto di esempi come Il Signore degli anelli (870 mil. il primo, 925 il secondo), X-Men (296 e 407), i due Batman di Nolan (372 e 1.002), Pirati dei Caraibi (654 e 1.066) e anche Transformers, che a breve supererà il capostipite nei risultati finali.

Voi che ne dite? Ce la farà Twilight a superare sé stesso o al tanto fumo dell’ultimo periodo seguirà un arrostino tiepido tiepido?

Thor, questo sconosciuto

Posted in Anticipazioni di Paul on 19 Maggio 2009 No Comments yet

Avrete letto in questi giorni la notizia secondo la quale il protagonista della versione cinematografica del fumetto Thor, in uscita il 20 maggio 2011 per la regia di quel geniaccio di Kenneth Branagh, sarà il semi-sconosciuto Chris Hemsworth, che molti articoli vi avranno presentato solamente come l’interprete del padre di Kirk nel prologo del recente Star Trek.

Se si va a curiosare un po’ più a fondo però si scopre che l’attore, 25enne originario di Melbourne, si porta appresso un curriculum quantomai scomodo per uno che si candida a diventare una delle prossime e più acclamate star di Hollywood: più di 170 episodi come protagonista di una soap opera australiana dal titolo Home and Away, seguita dalla partecipazione all’edizione americana del reality show Dancing with the Stars (Ballando con le stelle) nel 2006. Tutto qua, nient’altro di rilevante.

In molti sarebbero pronti a storcere il naso di fronte ad una gavetta fatta di due generi considerati tra i più disonorevoli del mondo dello spettacolo, ma Hollywood dimostra ancora una volta di premiare l’impegno e il talento indipendentemente dal passato di una persona. Un po’ la cosa che sta succedendo in Italia a Luca Argentero, un tempo uomo da Grande Fratello e calendari, e oggi conteso sui set dei maggiori esponenti del nostro cinema.

Segnali di buon auspicio. Senza dimenticare di fare i complimenti al suo agente…

3D: un bisogno irrinunciabile?

Posted in Horror Land di Paul on 15 Maggio 2009 2 commenti

Se Mostri contro alieni, pur andando benino al boxoffice nostrano, non ha dato i risultati sperati agli esercenti dopo il massiccio investimento attuato per l’attrezzatura delle nuove sale 3D, ci ha pensato a sorpresa San Valentino di sangue a dare nuova speranza all’industria dopo i ragguardevoli risultati della prima settimana di sfruttamento. Distribuito in 290 copie (di cui ben 110 tridimensionali, una percentuale assolutamente notevole), ha incassato quasi due milioni di euro in un week-end, marciando benissimo anche durante i seguenti giorni feriali e dando filo da torcere al più strombazzato Star Trek. Le motivazioni? In primo luogo il costo del biglietto, quei famigerati 10 euro medi che fanno in modo che praticamente entrino in sala 2 persone al costo di 3. Un bel guadagno e un rigonfiamento notevole per gli introiti. Secondo motivo, il fattore curiosità: se finora i film in tre dimensioni erano stati quasi totalmente appannaggio di un pubblico di giovanissimi (i cartoon, Viaggio al centro della terra) e per trovare prodotti di più ampio respiro dobbiamo tornare indietro di almeno un anno con l’invisibile concerto U23D o, peggio ancora, con Beowulf, all’epoca del quale le sale attrezzate in Italia si potevano contare sulle dita di quattro mani, San Valentino di sangue ha rappresentato la prima, valida occasione per gli adolescenti e in generale per il vastissimo target under-30 di testare la nuova tecnologia, anche grazie ad una campagna promozionale notevole nelle grandi città.

Ma dopo questo inaspettato exploit, siamo davvero sicuri che il successo si ripeterà? E soprattutto, siamo sicuri che sarà da attribuire alla visione con gli occhialini e non al solo interesse per il film? Il prossimo grande evento in 3D sarà L’era glaciale 3 a fine agosto (fino ad allora solo titoli di nicchia, vedi Coraline, o cartoon per i più piccoli, tipo l’imminente Battaglia per la terra). Farà ovviamente il botto, ma bisogna tener conto del fatto che allo spettatore non viene data possibilità di scelta: le sale o i multiplex che investono nel 3D abbandonano totalmente il vecchio formato, negando a chi lo volesse la possibilità di vedere i film in pellicola e di risparmiare 3 o più euro sul biglietto. In questo modo il pubblico è “costretto” agli occhialini, e tutti cantano vittoria. Quello che bisognerebbe davvero scoprire è se il pubblico sente davvero la necessità di godere della visione tridimensionale o se si accontenterebbe anche di quella tradizionale. Personalmente, dopo aver visto tutti i 3D usciti finora, e aspettando ovviamente Cameron e Zemeckis, sono sempre più convinto che un film non ne guadagni certo in qualità, semmai solo in spettacolarità (ma anche qui bisognerebbe prendere le singole sale e constatare la qualità della proiezione, visto e considerato che l’effetto è davvero buono solo su schermi di dimensioni notevoli, mentre su quelli più piccoli viene totalmente mortificato).

Voi che ne pensate? Vale davvero la pena di darsi esclusivamente alle proiezioni 3D o il pubblico ne farebbe anche volentieri a meno?

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