La creatività di MyMovies.it

Posted in Comunicazioni di Harvey on 10 Maggio 2010 6 commenti

Che i giornalisti di MyMovies decidano di visitare Trailersland non ci crea problemi, anzi ovviamente non può che farci piacere; che MyMovies decida di saccheggiare Trailersland è già più difficile da accettare.

È purtroppo accaduto con la versione sottotitolata del primo trailer di Inception di Christopher Nolan.

MyMovies è certamente un sito molto noto e con molti  addetti ai lavori che collaborano, quindi è giusto fino a un  certo punto continuare a parlarne in maniera vaga. Pertanto  sarebbe del tutto lecito auspicare che Marlen Vazzoler si  impegni a citare la fonte in questa e nelle eventuali successive occasioni, oppure decidere di rimuovere il trailer  (tra l’altro puntualmente privato della nostra consueta immagine introduttiva: evidentemente ci teneva fino a fondo a toglierci la paternità del lavoro).

La questione della mancata citazione della fonte è un problema sempre più dilagante nel mondo di internet, dove basta un veloce “copia e incolla” per impossessarsi del lavoro altrui nel giro di pochi minuti.
Nonostante questo non ci siamo ancora abituati all’idea.

L’opera prima di Christopher Nolan

Posted in Cortometraggi di Harvey on 15 Dicembre 2008 2 commenti

Hey Ho! Let’s Go cantavano i Ramones. E mi è difficile pensare ad un inizio più punk/rock di questo. Punk/rock che ha influenzato notevolmente la creazione di uno dei personaggi più iconici della breve filmografia di Nolan: il Joker. Nella settimana della release home video del Cavaliere Oscuro (quinto film, ma già uno dei più grandi successi della Storia del Cinema) ecco che mi sembra giusto mostrare l’inizio di questo viaggio: il cortometraggio Doodlebug.

Tre minuti di amarezza e paranoia. Coerenza estrema nella poetica di Nolan fin dal suo esordio: personaggi  fortemente slegati psicologicamente dal contesto generale, ossessionati e paranioci. Fortemente intenzionati nel raggiungere il loro scopo, ma probabili vittime di sé stessi con puntuale twist ending. A questo si aggiunge un ambiente claustrofobico e un bianco-nero che richiamano alla mente uno dei maestri del genere: David Lynch. Una stanza con un solo personaggio (Jeremy Theobald, noto ai fans di Following), durata al minimo consentito e obbiettivo a 16mm in bianco e nero; il minimo materiale possibile, ma non così poco per ricordarci che è il prestigio ciò che conta.

Serve altro?