Oscar e David premiano i flop

Posted in Premi di Paul on 12 Maggio 2010 No Comments yet

Ok, il titolo del post è impietoso ed un filino esagerato, ma l’annata dei premi cinematografici italiani e americani è stata accomunata dall’aver premiato con la massima onorificenza, quella di Miglior Film, due pellicole che al box-office non avevano ricevuto in origine la meritata accoglienza. Di The Hurt Locker si è detto tutto il possibile, mentre ha stupito in molti la premiazione de L’uomo che verrà pochi giorni fa ai David di Donatello, dove si è portato a casa tre statuette (le altre due sono state Miglior produttore e Miglior fonico di presa diretta).

Ad accomunare il film di Diritti con quello della Bigelow è soprattutto il fatto che da questi riconoscimenti i film non hanno potuto trarre profitto, almeno in sala, per incrementare il loro modesto gruzzolo guadagnato. L’uomo che verrà si è fermato in totale dalla sua data d’uscita (22 gennaio) a poco più 1.200.000 euro, e nel week-end scorso, dopo la premiazione di venerdì sera, è riuscito giusto a racimolare altri 8.400 euro fermandosi al 33esimo posto della classifica italiana.

Insomma ancora una volta è stato dimostrato quanto al pubblico non interessino più i giudizi dei critici dei giornali o degli “addetti ai lavori” (spesso con molte virgolette) che fanno da giurati a premi come i David (ecco l’elenco completo): nessuno oggi riesce a dire al pubblico cosa andare a vedere e cosa invece evitare. Premi, recensioni, stelline e stellette sono sempre più ad uso e consumo di chi ne è autore o fautore e di pochi veri appassionati, e sempre meno al servizio del grande pubblico. Un tempo per delle stroncature sulle pagine di prestigiosi quotidiani la carriera in sala di un film poteva dirsi finita. Oggi vengono bellamente snobbate. D’altronde si sa: come quando gioca la Nazionale tutti diventiamo allenatori, anche quando vediamo un film tutti diventiamo critici. Con buona pace di chi, l’allenatore o il critico, lo fa di mestiere.

Guadagnino e il suo Amore amati in UK e non in Italia

Posted in Curiosità di Franken on 17 Aprile 2010 2 commenti

In Italia è sugli schermi già da quasi un mese (esattamente dal 19 marzo) e ha incassato poco più di 209,000 euro, in Inghilterra, appena uscito, ha raggiunto le 172,000 sterline (poco più di 195,000 euro) . Stiamo parlando di “Io sono l’amore” , l’ultimo film del regista siciliano Luca Guadagnino che i più ricorderanno per aver diretto “Melissa P.”, pessima trasposizione del pessimo romanzo biografico (in forma di diario) “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” della catanese Melissa Panarello. La distribuzione del film è avvenuta, in UK, in circa 35 sale (contro le poco più di 10 italiane) e gli esiti al botteghino sono stati addirittura superiori a quelli del “Gomorra” di Garrone nel 2008 ( 171,000 sterline con proiezioni in 39 sale). Una grande sorpresa anche per la Metrodome, casa di distribuzione locale, che di recente ha dovuto far fronte al clamoroso flop della commedia “Motherhood” con Uma Thurman (di cui già il nostro Paolo aveva parlato quest’estate) che contava (ebbene si) solo 130 dollari d’incassi al primo week-end ( tredici spettatori di cui solo uno presente alla “opening night” e 10 $ a biglietto). Il film di Guadagnino ( “I Am Love” all’estero), già ospitato ai film festival di Venezia, Toronto, Berlino e Sundance ha riscosso critiche entusiastiche dalla stampa internazionale (contrastanti invece quelle della stampa italiana). Chi scrive si è dovuto recare in una piccola sala della capitale (una di quelle dieci citate prima) e mettersi in coda a una folta schiera di ultrasessantenni (che commentavano: “guarda come sono giovani quei ragazzi!”), per vedere il film in questione. I trailer (italiani e non) sono affascinanti, i giudizi della critica che compaiono e scompaiono in dissolvenza, bianchi e luminosi, mentre la Swinton s’infratta con Gabbriellini in un campo fiorito in piena impollinazione, o corre sulle scale della chiesa ortodossa di Sanremo ammetto mi avevano incuriosito. C’è chi ha scomodato anche Visconti e i suoi ritratti disincantati dell’alta borghesia. L’opera di Guadagnino è certo ambiziosa, un mélo tonante ed eclatante che in realtà racconta poco e niente di nuovo. Ma è interessante, se non per il materiale almeno per la tecnica: il forte impatto dell’immagine, la sensualità dei movimenti di macchina, l’attenta costruzione della sequenza, il montaggio. E’ un film atipico che pare confezionato da un esteta, un film in pratica a cui non siamo abituati. Ed è probabilmente questo uno dei motivi per cui sta passando inosservato nel nostro Paese. Bisognerà attendere i pareri (qualcuno già ce l’abbiamo ed è buono) e gli esiti d’oltreoceano, dove l’uscita è prevista il 18 giugno, per una rivalutazione. Ci sarà magari qualcuno che azzarderà a parlare di una nomination ai prossimi Oscar. Staremo a vedere.

100 Anni di Effetti Speciali

Posted in Curiosità di Monte on 25 Agosto 2009 4 commenti

Sembrano davvero tanti anni se si parla di effetti speciali ma in realtà è così, nel mondo del cinema, già dal 1900, si faceva uso di effetti visivi che permettevano allo spettatore di vivere esperienze impossibili nella vita reale attraverso la pellicola.

Girano un po’ per il web, questa mattina, sono incappato in questo video che in maniera molto superficiale ma con un certo effetto raggruppa alcune delle pellicole che, con il passare degli anni, hanno segnato un punto di evoluzione dell’arte degli effetti visivi. Si passa da I Dieci Comandamenti (’23) a King Kong (’33), da Il Mago di Oz (’39) a 20.000 Leghe Sotto i Mari (’54), da Star Wars (’77) e The Abyss (’89) fino ad arrivare a Il Curioso Caso di Benjamin Button (’09), ultimo vincitore dell’Oscar agli effetti speciali.

Fonte: destroythismovie.com, Youtube

Gli Oscar secondo Trailersland

Posted in Premi di Monte on 22 Febbraio 2009 No Comments yet

Non è mai troppo facile e in questo caso troppo tardi per azzardare un opinione o un pronostico riguardo alla serata più attesa dai cinefili di tutto il mondo: la magica notte degli Oscar. Anche quest’anno, come nella migliore tradizione, i pronostici sono vari, c’è chi da per certo il trionfo del film di Danny Boyle supportando la sua tesi con il fatto che The Millionaire ha trionfato in quasi tutte (se non proprio tutte) le altre manifestazioni, c’è chi invece spera nel colpo gobbo del film di David Fincher con protagonista Bred Pitt. Ovviamente, come sia logico che sia, anche noi di trailersland abbiamo le nostre opinioni riguardo questa lunga notte che sta per arrivare e, altrettanto ovvio, non possiamo astenerci dal proporvi quali secondo ognuno di noi sarebbero i meritevoli del premio più importante e prestigioso del panorama cinematografico.

Di seguito trovate quelli che secondo noi, staff di Trailersland, dovrebbero essere i premiati. In fondo trovate il mio personale (Monte) pronostico secondo quelle che saranno le decisioni dell’Academy in questa nottata di cinema.

Monte:

Harvey:

Paul:

Franken:

Di seguito i pronostici delle maggiori categorie riguardo le scelte dell’Academy.

More…

Buonanotte all’Italia

Posted in Anticipazioni di Harvey on 18 Gennaio 2009 5 commenti

Hey Ho! Let’s Go

Difficile credere a quello che sta accadendo.

Nel Paese dove tutto è possibile capita che per un film venga annunciata la data di uscita, poi annullata, salvo poi scoprire che a dicembre è uscito in un numero di sale che si contano sulle dita di una mano (ne basta una) ed a gennaio in tre sale… per poi essere immediatamente “distribuito” in televisione e dopo tre mesi pronto per la release in dvd.

Innanzitutto è incomprensibile la decisione di far uscire il film per l’home video vista l’assenza del film dalle sale tre mesi dopo la sua prima visione, ed è ancora più incomprensibile alla luce del film in questione: W. di Oliver Stone.

Quell’Oliver Stone premiato con l’Oscar per la miglior regia nel 1987 per Platoon, nel 1989 per Nato il 4 Luglio e come miglior sceneggiatura non originale nel 1979 per Fuga di Mezzanotte. Nel complesso ha ricevuto undici candidature e in suoi film hanno prodotto nove statuette. Platoon è tra i 100 migliori film della Storia per l’American Film Institute.
Insomma questo è il comportamento che è stato riservato ad una persona che oggettivamente ha lasciato un segno evidente nel mondo del cinema.

Recentemente mi è capitato tra le mani il bellissimo libro “La Vita è un Gioco di Centimetri - Intervista ad Oliver Stone” curato da Marco Spagnoli (ed. Reality Book), ed a pagina 30 c’è un passaggio chiave:

Diciamo che sono solo uno dei pochi registi che dice ciò che pensa. Il cinema di successo oggi assomiglia alle sitcom e alla televisione. Io parlo di persone che lavorano sodo e hanno problemi veri. Il realismo è uno degli elementi che mi trascina avanti. Il cinema hollywoodiano oggi è così rassicurante… non “minaccia” nessuno. E questo è il modo per incassare più soldi possibile. Chiunque vorrebbe identificarsi, magari, in un gruppetto di yuppies il cui massimo problema della vita è a chi inviare delle e-mail. I temi della cinematografia americana oggi sono spesso banali (…).

Quindi appuntamento per lunedì alle 20.30 su La7 (che non finirò mai di ringraziare per l’opportunità) per ascoltare e vedere una delle più voci più sincere del mondo del cinema. E come sempre accade queste voci nel nostro Paese vengono messe sempre a tacere ed isolate.

Purtroppo per l’Italia è arrivata l’ennesima sconfitta culturale.

Serve altro?