Ogni anno in primavera riparte la solita solfa: “è arrivata l’estate della riscossa”, “le sale saranno piene di nuove uscite anche nei mesi caldi”, bla bla bla. Tocca stavolta a Paolo Protti, presidente ANEC (Ass. esercenti cinema), spararla grossa:
“E’ estremamente positivo che finalmente gran parte della distribuzione cinematografica si sia convinta che l’estate possa essere un buon momento per far uscire i propri film, così come accade durante gli altri periodi dell’anno. Per la prima volta i mesi estivi non prevedono soltanto l’uscita di alcuni blockbuster, ma di un nutrito numero di film che può rappresentare la svolta per una completa programmazione del periodo estivo. Se le uscite annunciate verranno confermate, potremo affermare che il mercato ha finalmente raggiunto la maturità per garantire un’ottima offerta per tutto l’anno”.
Tutto molto interessante. Se fosse vero. Perchè chissà come mai i distributori, e a quanto pare anche Protti, continuano a dimenticarsi: 1) che l’estate non inizia con la prima settimana di maggio e con l’arrivo dei consueti blockbuster apripista - quest’anno Iron Man 2, Robin Hood, Prince of Persia; e 2) che l’estate non finisce con metà luglio per poi magicamente riprendere a fine agosto. Come ogni anno, anche il 2010 vedrà un clamoroso buco
distributivo che partirà dalla release di Toy Story 3D (7 luglio) e terminerà con Shrek 4 (20 agosto). Nel mezzo? Predators e il remake di Funeral Party (14 luglio), i pluririmandati Il solista e The Box (23 luglio), e il fantascientifico The Adjustment Bureau con Matt Damon (6 agosto). Non proprio appetibilissimi. Nelle stesse settimane il resto del mondo vedrà L’apprendista stregone (da noi a fine agosto), L’ultimo dominatore dell’aria, Mangia prega ama, Inception e Salt (tutti da noi nel solitamente intasato settembre).
Insomma che c’è da gioire? Siamo alle solite. Se la distribuzione si ferma finchè il pubblico è in vacanza, non vuol dire sfruttare l’estate ma semmai allungare leggermente la primavera e anticipare di un pochettino l’autunno. E sarà così ancora per molto, molto tempo, perchè una situazione del genere fa comodo ai distributori, alle associazioni e agli esercenti: tutti sanno benissimo che un film fatto uscire a luglio inoltrato incasserà sicuramente meno di quello che potrebbe ottenere solo poche settimane dopo con il ritorno degli italiani dalle vacanze. Sebbene ogni anno chi di turno si ostini a sostenere il contrario.