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Tom
(Joseph Gordon-Levitt) è un giovane ragazzo laureato in
architettura che sogna la svolta nella vita ma nel frattempo si occupa
di scrivere frasi poetiche per i biglietti di auguri. Un giorno in
ufficio spunta Sole (Zooey Deschanel), e sarà colpo di fulmine.
E' il giorno 1. Da lì in poi ne passeranno altri 499 durante i quali il
rapporto tra i due giovani ragazzi prenderà pieghe inaspettate, talvolta
piacevoli talvolta meno, come in ogni tormentata storia d'amore che si
rispetti. Solo che questa è suon di musica!
Parte già benissimo la commedia americana più sorprendente dell'anno,
con una dedica iniziale che colpisce nel segno e fa presagire il tono
spigliato della narrazione. 500 giorni insieme riconcilia col
romantico genere "boy meets girl" mettendo in scena, con un brio, una
freschezza ed un'originalità visiva coinvolgenti, un classico tira e
molla tra post-adolescenti trendy (nel look, nei gusti, anche se poi
vanno da Ikea...) ma dal cuore d'oro e sognatori nello spirito
inscrivendolo però in scenari e situazioni poetiche per nulla mielose.
La struttura messa in piedi dal regista Marc Webb è intrigante:
un continuo andirivieni temporale, un frenetico andare avanti e indietro
nel tempo durante quei 500 giorni al quale ci si presta volentieri
grazie ad un "counter" che prima di ogni scena ci mostra in che punto
della storia ci troviamo. La sceneggiatura è una delle più brillanti
delle ultime stagioni, semplice ma efficace, con battute sempre
azzeccate, mai una caduta di tono ed inserti geniali: come non citare la
scena musical della quale è protagonista Tom appena dopo aver fatto
l'amore per la prima volta con Sole, o la meravigliosa rivisitazione dei
drammi in bianco e nero in cui si trova catapultato quasi per magia
quando le cose iniziano ad andare male. Tutte situazione che hanno
contribuito a rendermi finalmente simpatico Joseph Gordon-Levitt (Miracolo
a Sant'Anna, G.I. Joe), un attore che fino ad oggi, senza essere né
carne né pesce, non mi aveva mai convinto ma che in questa prova mostra
una spigliatezza invidiabile.
500 giorni insieme si basa su elementi non certo originali, ma
capisce che il segreto è il mix, la loro unione in modi mai visti prima.
Lo stratagemma dello "spezzettamento" del racconto poi evita il calo
fisiologico del ritmo a cui i film sentimentali sono sempre sottoposti
nei loro pre-finali, quando fa capolino la "crisi" e ci si prepara alla
risoluzione, positiva o negativa che sia. Proprio un colpo di scena
incomprensibile e forzato verso la fine può far storcere un po' il naso,
ma è una colpa lieve che non intacca la gioia e la serenità che il film
trasmette dall'inizio alla fine.
Scheda:
500 Giorni Insieme
Paolo Bassani |