Indiana Jones e Il Regno del Teschio di Cristallo E-mail

Un film di Steven Spielberg con Harrison Ford, Karen Allen, Cate Blanchett, Shia LaBeouf. Uscita Italiana: 23 Maggio 2008. Recensione di Stefano Monteduro


Siamo nel 1957. Sia Indiana che i Sovietici sono alla ricerca di un oggetto potentissimo: uno dei 13 Teschi di Cristallo della leggenda Maya. I Sovietici rapiscono Marion Ravenwood e ricattano Indy, il quale tra le altre cose dovrà scontrarsi con l'agente russo Spalko (Blanchett), spalleggiato fortunatamente dal giovane Mutt (LaBeouf).

Indiana Jones e Il Regno del Teschio di Cristallo è un film difficile da giudicare. Per diversi motivi. Ho amato follemente la saga sin dalle prime visioni, e quindi, il mio giudizio, sarà fortemente condizionato dal fatto che mi aspettavo un ritorno in grande stile dell'archeologo avventuriero. Non che questo quarto capitolo non sia un buon blockbuster ma, sfortunatamente, non è all'altezza ne del primo ne del terzo (il secondo, pur essendo interessante e pur raccontando aspetti diversi dell'archeologo e del suo mondo, non può essere assolutamente paragonato alla magia e alla comicità dei restanti capitoli).

Probabilmente, molti di voi, alla visione del film, dissentiranno o non saranno d'accordo con il mio parere, ne sono pienamente consapevole. Ma ci sono situazioni e scelte che non convincono tantissimo e richiamano un genere piuttosto lontano da quello che ci si aspetta di vedere.

Innanzi tutto bisogna dire, senza ulteriore indugio, che la sceneggiatura funziona. La storia è raccontata in modo scorrevole e cioè che è più importante è che, pur essendo il teschio un oggetto non esageratamente conosciuto come l'arca o come il graal, durante la visione del film acquisisce e stimola nello spettatore un attenzione piuttosto alta e, anche se in maniera subdola, svolge a pieno il suo ruolo e cioè quello di essere causa e rimedio di diverse situazioni difficili e protagonista assoluto dell'epilogo finale.
Decisamente convincente anche la parte iniziale del film, ambientata nel deserto del Nevada, dove vediamo il ritorno di Indy sul campo di battaglia (particolarmente d'effetto è la prima immagine del non-più-giovane archeologo) e dove assistiamo a una delle scene che, in meno di una decina di minuti, ci reimmerge nel mondo che, da quasi trent'anni, amiamo o apprezziamo.
Dalla scazzottata al disorientamento dopo una folle corsa, dall'esercitazione militare alle dovute citazioni alla memoria di Hanry Jones (padre di indy) e di Marcus Brody si vivono momenti di vera emozione (almeno per chi ha amato la saga) e la consapevolezza di essere lì, seduti a guardare dopo tanti anni il sempre verde Harry Jones Jr. tenere testa a tutte le situazioni e a tutti i cattivi di turno, non può fare altro che suscitare uno stato di esaltazione e di amore per questa splendida arte.
Sfortunatamente però, ci sono anche cose che, forse per un abuso o forse per mancanza di idee geniali, abbassano un po' l'interesse e il giudizio complessivo del film. Una delle cose che mi ha meno entusiasmato e meno convunto è la figura dell'antagonista principale e cioè l'agente russo del KGB Irina Spalko, da molti spacciata per "un personaggio che entrerà nella storia", ma che, per sfortuna, è doppiata decisamente male (si può solo sperare che nell'originale sia davvero esaltante come molti dicono) e non si può, nel compelsso delle sue azioni, considerare come un Belloq o come un Donovan del terzo film. Oltre alla mancata profondità e malvagità della Spalko mi ha deluso profondamente anche il ruolo di Ray Winstone che, pur essendo adatto al ruolo, è costretto a impersonare un personaggio poco profondo e con poche motivazioni che, nel complesso, risulta essere quasi superfulo se non fosse per il fatto che gioca un posto importante nello sviluppo di alcune situazioni (ma che, a questo punto, poteva benissimamente essere sostituito con qualche altro mezzuccio).
Poco convincente è anche l'epilogo (tranquilli, niente Spoiler) che pur seguendo la scia dei vecchi episodi (per diversi aspetti) si spinge un po' oltre quello che siamo abituati a vedere. Quello ho pensato è che, essendo nel 2008 e non nel 1981 e avendo i mezzi necessari per rendere una situazione più avvincente e più spettacolare grazie all'aiuto della Computer Grafica, la produzione abbia deciso di interpretare il finale in un determinato modo per dare così la possibilità agli effetti visivi di stupire lo spettatore sotto l'aspetto estetico e non più, come accadeva nei precedenti film, sotto l'aspetto narrativo.

É difficile parlare anche dell'interpretazione avendo visto il film doppiato in italiano, ma credo di dire il vero giudicando Harrison Ford ancora adattissimo al ruolo di Indiana, ha ancora la carica, lo spirito e il volto giusto per interpretare l'avventuriero più famoso della storia del cinema. Sono dello stesso avviso anche per il lavoro che svolge Shia LaBeouf che, pur non essendo Ford, dimostra di essere un ragazzo di talento e dimostra di sapersi adattare ai personaggi un po' bulli riuscendo a risultare simpatico e avvincente. Difficile dare un giudizio completo sul resto del cast che, pur risultando convincente, ricopre ruoli piuttosto marginali, basti vedere l'abile John Hurt nel ruolo del mezzo-svitato che, a mio avviso, è una delle sorprese migliori del film.

Sorvolando sulle musiche che sono praticamente la reinterpretazione delle vecchie colonne sonore, si può concludere dicendo che il film è un sequel degno del nome che porta, ma che, con ogni probabilità, sarebbe potuto risultare più interessante e avvincente a scapito di qualche effetto speciale e a scapito di qualche forzata situazione comica che, nel complesso, risultano essere funzionanti ma che, singolarmente (vedi cascate) a volte lasciavano con il grugno.

Insomma, la delusione che si può o non si può (dipende dallo spirito) leggere tra le righe di questa analisi non è dovuta alla bassa qualità del film ma è douvuta più al fatto che non ho visto il film che leggendo le interviste e spulciando le note di produzione mi sarei aspettato.

Stefano Monteduro

Qui trovate il Trailer Italiano del Film