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Un film di David Ayer. Con Keanu Reeves, Forest Whitaker, Hugh Laurie, Chris Evans, Naomie Harris, Martha Higareda, Jay Mohr, John Corbett, Terry Crews, Amaury Nolasco. Uscita Italiana: 27 Giugno 2008. Recensione di Leonardo Piva

 

Dalla morte di sua moglie, la vita di Tom Ludlow, agente della polizia di Los Angeles, non è stata più la stessa. Le cose prendono per lui una piega ancor più disperata dal momento in cui viene accusato dell'omicidio di un suo collega. Impegnato nelle ricerche di indizi che possano scagionarlo dalle ingiuste accuse, Tom si imbatte in un caso di corruzione all'interno del suo dipartimento.

Non si può rimanere indifferenti quando un film è scritto da un autentico maestro del genere noir: quel James Ellroy (los angelino di nascita, città in cui ambienta la maggior parte delle sue storie) autore di capolavori come American Tabloid e Sei pezzi da mille. E puntualmente, il punto di forza sta proprio nella compattezza della sceneggiatura. Duro e preciso nel raccontare la spirale concentrica di violenza e soprattutto corruzione che segna la vita della polizia di Los Angeles. L’intreccio noir a tinte assolutamente sfuocate e grigie si adatta perfettamente alla regia dinamica e precisa di David Ayer, che con i suoi lavori precedenti (sceneggiatore di Training Day e regista di Harsh Times – I giorni dell’odio) ha ampiamente dimostrato di saper raccontare la vita underground delle metropoli e il marciume che la invade. Il racconto scade parecchio in due occasioni proprio verso il finale del film (notevole aggravante) con due decisioni a tavolino, e conseguente comportamento degli attori, di una stupidità e di una ripetitività veramente inspiegabili, scelte viste e riviste in altri film, in cui già a fatiche vengono talvolta accettate, ma se a commettere l’imprudenza è un maestro come Ellroy non si può far finta di niente. La colonna sonora originale di Graeme Revell è sostanzialmente perfetta, e l’intero cast gioca al meglio le sue carte, nonostante un Keanu Reeves sostanzialmente nell’ordinaria amministrazione (un merito al suo doppiatore Luca Ward per non aver ecceduto nel suo tipico doppiaggio “sussurrato”), sempre ammirevole invece Forest Whitaker, sostanzialmente incolore la presenza di Hugh “Dottor House” Laurie.

Un film perfettamente nello stile dell’autore californiano; intenso e in cui il gioco della redenzione non è praticabile, anzi la discesa è continua, lenta e inesorabile, verso uno splendido ultimo fotogramma.

La città degli angeli, nella visione di Ellroy, ne è sempre completamente priva.

E puntualmente cala il tramonto.

Qui trovate il Trailer in Italiano del Film

Leonardo Piva