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Jenny
e Needie sono migliori amiche fin dall'infanzia, l'una cheerleader
bellissima l'altra secchiona bruttina. Una sera si recano in un pub dove
si esibisce una band di giovani musicisti. Il locale prende
misteriosamente fuoco e durante la fuga Jennifer è avvicinata dal
cantante del gruppo che le propone di portarla al sicuro. Da quella
notte la ragazza non sarà più la stessa: un demone infatti la possiede
spingendola a nutrirsi di carne e sangue umano. Needie decide di
intervenire.
Seconda volta da sceneggiatrice per Diablo Cody, premiata con
l'Oscar nel 2007 per "Juno". E ci mette di tutto: orrore, con
ammiccamenti al genere vampiresco e con pulsioni verso il satanismo,
stimoli orrorifici e ripulsivi da horror di serie B, sesso e frivolezze
da teen movie, compreso un lungo e passionale bacio saffico con tanto di
primissimo piano. La traduzione in immagini è affidata alla modesta
regia di Karyn Kusama ( "Girlfight", "Aeon Flux" ), che
opta per un stile spoglio ma corretto che non manca di trovate
azzeccate. Fatta eccezione di qualche scena moderatamente
impressionante, il film si trascina senza particolare enfasi per i
desolanti e stinti luoghi comuni dei college movie, che sia lo stato di
perenne arrapamento dei ragazzi, emo o machi che siano, i compiaciuti
nudi parziali, o l'intramontabile conflitto (qui al femminile) tra figo
e sfigato. Del resto, così pare, poco importa. Fotografia (Arvinder
Grewal) a parte, niente convince appieno, l'utilizzo frastornante
della colonna sonora (dominata da punk e indie rock) incluso. Il
ridicolo (volontario?) sa incanalarsi ovunque, tra i (tanti) vuoti di
scrittura e nel debole disegno dei personaggi e la coerenza (narrativa e
tecnica) si sfilaccia dopo la prima mezz'ora. Seguono scambi di battute
di dubbia raffinatezza ma riusciti e litri di emoglobina. "Jennifer's
Body" è ciò che il titolo promette, ovvero l'esibizionismo sensuale
di un' (auto)ironica e spiritosa (?) Megan Fox sempre più spesso
accostata ad Angelina Jolie. Il dubbio è che non si tratti di un
complimento. Ne va a perdere la bionda Amanda Seyfried (vera
protagonista), le cui qualità interpretative si perdono tra le
disinibite mossettine e ammiccamenti dell'amica/rivale. Il giovane
Kyle Gallner, nella sua breve comparsa (da emo impacciato, con
capelli neri tinti e piercing al labbro) sa come farsi notare.
Cinema trash al 70%, e riciclato per l'altro 30%, spacciato per indie,
con pochi alti e tanti bassi. Ma in fondo diverte.
Scheda:
Jennifer's Body
Riccardo Balzano |