500 Giorni Insieme: Recensione di Paolo Bassani
Tom (Joseph Gordon-Levitt) è un giovane ragazzo laureato in architettura che sogna la svolta nella vita ma nel frattempo si occupa di scrivere frasi poetiche per i biglietti di auguri. Un giorno in ufficio spunta Sole (Zooey Deschanel), e sarà colpo di fulmine. E' il giorno 1. Da lì in poi ne passeranno altri 499 durante i quali il rapporto tra i due giovani ragazzi prenderà pieghe inaspettate, talvolta piacevoli talvolta meno, come in ogni tormentata storia d'amore che si rispetti. Solo che questa è suon di musica!

Parte già benissimo la commedia americana più sorprendente dell'anno, con una dedica iniziale che colpisce nel segno e fa presagire il tono spigliato della narrazione. 500 giorni insieme riconcilia col romantico genere "boy meets girl" mettendo in scena, con un brio, una freschezza ed un'originalità visiva coinvolgenti, un classico tira e molla tra post-adolescenti trendy (nel look, nei gusti, anche se poi vanno da Ikea...) ma dal cuore d'oro e sognatori nello spirito inscrivendolo però in scenari e situazioni poetiche per nulla mielose. La struttura messa in piedi dal regista Marc Webb è intrigante: un continuo andirivieni temporale, un frenetico andare avanti e indietro nel tempo durante quei 500 giorni al quale ci si presta volentieri grazie ad un "counter" che prima di ogni scena ci mostra in che punto della storia ci troviamo. La sceneggiatura è una delle più brillanti delle ultime stagioni, semplice ma efficace, con battute sempre azzeccate, mai una caduta di tono ed inserti geniali: come non citare la scena musical della quale è protagonista Tom appena dopo aver fatto l'amore per la prima volta con Sole, o la meravigliosa rivisitazione dei drammi in bianco e nero in cui si trova catapultato quasi per magia quando le cose iniziano ad andare male. Tutte situazione che hanno contribuito a rendermi finalmente simpatico Joseph Gordon-Levitt (Miracolo a Sant'Anna, G.I. Joe), un attore che fino ad oggi, senza essere né carne né pesce, non mi aveva mai convinto ma che in questa prova mostra una spigliatezza invidiabile.

500 giorni insieme si basa su elementi non certo originali, ma capisce che il segreto è il mix, la loro unione in modi mai visti prima. Lo stratagemma dello "spezzettamento" del racconto poi evita il calo fisiologico del ritmo a cui i film sentimentali sono sempre sottoposti nei loro pre-finali, quando fa capolino la "crisi" e ci si prepara alla risoluzione, positiva o negativa che sia. Proprio un colpo di scena incomprensibile e forzato verso la fine può far storcere un po' il naso, ma è una colpa lieve che non intacca la gioia e la serenità che il film trasmette dall'inizio alla fine.