A-Team: Recensione di Riccardo Balzano

Alcuni ex-soldati delle Forze speciali (membri dell’A-TEAM), dopo essere stati incastrati ingiustamente per un crimine non  commesso, utilizzano le doti uniche che possiedono per cercare di ristabilire la loro reputazione e trovare il vero colpevole.

Non è il primo tentativo di trasposizione cinematografica  di una serie TV di successo. Solo nell’ultimo decennio si sono succedute le tre sexy spie di  “Charlie’s Angels” (2000 e 2003), i due sbirri “Strasky & Hutch” (2004), i cugini Bo e Luke di “Hazzard” (2005). Ma nessuno dei prodotti citati è stato così sinceramente nostalgico quanto l’ A-Team 2010.

"Sinceramente” nonostante, rispolverato dalla messa in onda dell’ultima stagione (1987), regista e sceneggiatori abbiano optato per un aggiornamento che non in pochi troveranno dissacrante. Via l’ambientazione anni ’70 e l’intrattenimento anni’80, via il Vietnam, entra in scena l’ultimo militarismo USA  (e L’Iraq), macchine da guerra  e gadget all’avanguardia (compresi gli occhialini 3D, in una sequenza lontanamente ispirata a “L’arrivo di un treno alla stazione” di La Ciotat  e già sfruttata umoristicamente ne “Le comiche”, ebbene si!). Più sincero di certo nella scrittura (a cura del regista stesso, Skip Woods e Brian Bloom), tanto ironica quanto moderatamente intricata (ma intrigante), lo è meno nella rocambolesca, dinamica, effettistica conversione in immagini. Joe Carnahan mette quindi in scena gli antefatti  (attualizzandoli) impressi ed “implicitati” nelle celebri parole che introducevano ogni episodio, rinunciando però al filantropismo e, in parte, alle pulsioni anti-autoritarie che distinguevano il serial. Gestisce però in modo impeccabile lo spettacolo regalando alcune delle sequenze d’azione più interessanti degli ultimi tempi, accompagnate e sostenute da un buon gioco di montaggio (Jim Ray e Roger Barton) e valorizzate dalla fotografia di Mauro Fiore (un gran bel contributo).

Liam Nesson, Bradley Cooper, Quinton “Rampage” Jackson e Sharito Copley difendono e mantengono la simpatia e le sfaccettature dei characters/interpreti originali, due dei quali (Dwight Schultz e Dirk Benedict, Mr. T non ha accettato) hanno preso parte alla pellicola (in un cameo finale). Peccato che a a loro il film non sia piaciuto.