Alvin Superstar 2: Recensione di Riccardo Balzano

Alvin, Simon e Theodore vengono affidati a Toby, il nipote ventenne di Dave Seville, ricoverato in un ospedale a Parigi, il quale fa in modo che i tre “ragazzi” frequentino il college. Arrivati a scuola vengono incaricati dalla preside (loro fan) di salvare il programma di musica dell’istituto vincendo il premio di 25.000 dollari messo in palio in un concorso per band musicali. I Chipmunk  dovranno competere con le "Chipette", una band tutta al femminile, formata da Brittany, Eleanor e Jeanette, di cui s’innamorano.

Dato l’enorme successo del primo episodio negli States (e grande flop in Italia) non poteva mancare un sequel (o “squeakquel” se vogliamo attenerci al titolo originale). Non se ne sentiva affatto il bisogno, ma il commercio è commercio, e l’inutile diventa oro (e lo dimostrano gli incassi in patria). Cambia la regia: dal Tim Hill di “Garfield 2” alla  Betty Thomas de “Il dottor Dolittle”.  I personaggi raddoppiano (entrano in scena le tre graziose Chipette), la simpatia si dimezza, la qualità è la stessa:  solite battute,  regia piatta e funzionale, la vocina dei tre (anzi sei) scoiattoli filtrata e rielaborata al computer che alla lunga stanca, pochi banali imprevisti che non lasciano deragliare la narrazione da un pista narrativa fiacca e ripetitiva verso soluzioni più felici e interessanti, personaggi  umani  convenzionali  buttati in scena senza un minimo di azzardo e il cui spessore rispetta il 2D grafico, e ovviamente la lieta fine.

Il secondo  episodio, che vanta un lavoro di scrittura (a sei mani, tra cui quelle dei due autori di “Kung Fu Panda” e "Mostri contro Alieni") eseguito con stampini e carta carbone (con tanto di ripetizioni volontarie), come il primo, si conferma  un prodotto per i bimbi di oggi, senza proporre  alcun tono nostalgico per i bimbi di ieri, quelli che con i “Chipmunks” sono cresciuti. Più sciocco che edificante, ha come pregio solo la breve durata (un’ora e venti). I contenuti sfumano infatti nell’implicito (la fedeltà, la famiglia, l’amore, l’importanza dell’istruzione) e l’ambientazione collegiale nei canoni dei teen-movies  (bulli impegnati in attività sportive, NERD emarginati e patiti per i videogames).

Dei tre scoiattoli l'unico che può vantare di un decente processo di raffinazione che lo sollevi dall'informe materia tridimensionale che caratterizza gli altri due, è Theodore (doppiato nell’edizione originale da Jesse McCartney), minacciato dai propri incubi e coccolato dal sogno di un affetto che lo appaghi.