Amici di Letto: Recensione di Paolo Bassani

Entrambi appena usciti da due relazioni insoddisfacenti, Dylan (Justin Timberlake) e Jamie (Mila Kunis) si incontrano a New York e iniziano a frequentarsi come ottimi amici. E non di più, a sentir loro. Analizzando però le loro esperienze passate si accorgono che l’unica cosa che manca loro di una vita di coppia è il sesso: decidono così di diventare i classici “amici con interessi”, passando ogni notte a letto senza però alcun coinvolgimento sentimentale. Durerà?

Dopo la commedia rivelazione Easy A (o Easy Girl, il titolo con cui è passata rapidamente nelle sale italiane: recuperatela), il regista Will Gluck riparte proprio da Emma Stone, star del suo film precedente, affidandole l’intro del suo primo vero film mainstream, Amici di letto. Peccato che stavolta Gluck abbia deciso anche di metterci la penna oltre che l’occhio, e il risultato, pur apprezzato dalla critica in patria, è invece a parer di chi scrive piuttosto deludente. E’ stucchevole il tentativo di dar vita ad una commedia finto-indie: il casting di Patricia Clarkson, Woody Harrelson (terribile il suo ruolo di omosessuale atipico), Richard Jenkins e Jenna Elfman è uno specchietto per le allodole. Tutti sono infatti ingabbiati in ruoli classici, bidimensionali, soporiferi. Lo script furbetto tenta di imbambolare lo spettatore con continue citazioni cinematografiche, flash mob tra i peggiori mai visti al cinema, battute e ironie sui cliché del cinema romantico salvo poi cascarci con entrambi i piedi. La virata drammatica poi, con il tentativo di dare spessore ai personaggi introducendo la variabile “malattia”, non ha salvato Amore e altri rimedi (là era il Parkinson, qui l'Alzheimer del padre di Dylan) e non salva neanche questo.

Insomma, un film che si finge moderno nascondendo però una concezione vecchia e stanca del romantic-movie, in cui spicca solo per spigliatezza e bravura la sorprendente Mila Kunis, mentre Timberlake fa il ruolo del Ken imbambolato. Persino le scene di sesso, in cui la coppia Hathaway/Gyllenhaal almeno faceva faville, qui sono a livello parrocchiale.