Che Fine Hanno Fatto i Morgan?: Recensione di Paolo Bassani

Meryl e Paul Morgan sono una coppia in carriera da poco separatasi a causa di una scappatella extraconiugale di lui. Paul (Hugh Grant) cerca di fare di tutto per riconquistare la donna che ancora ama, inondandola di regali e di messaggi in segreteria. Meryl (Sarah Jessica Parker) invece pare non volerne sapere, presa sempre più dal suo successo come immobiliarista. Una sera i due decidono di uscire a cena per tentare di riallacciare i rapporti una volta per tutte, ma all'uscita dal ristorante sono testimoni di un omicidio. Finchè l'assassino, che li ha visti bene in viso, non sarà catturato, la coppia viene spedita in mezzo al nulla nel Wyoming all'interno del programma Protezione Testimoni. Ce la faranno a rimanere isolati dal mondo, lontani dai loro blackberry, dagli indispensabili assistenti e dai confortevoli rumori notturni della metropoli newyorchese?

Non è riuscita col buco stavolta la ciambella a Marc Lawrence, specialista in commedie sentimentali che dopo Two Weeks Notice e Scrivimi una canzone torna per la terza volta a dirigere il suo pupillo Hugh Grant affiancandolo alla diva di Sex & the City. La prima cosa a non funzionare è proprio la coppia di protagonisti, lui svogliato all'ennesima potenza, lei inadatta e per nulla  a proprio agio: in generale un'alchimia praticamente nulla che irrita e indispone. Ma ce ne fosse uno di attore azzeccato in questo film! Persino le spalle, che in genere sono quelle che dovrebbero far ridere, riescono ad essere odiosissime. Lo script poi, firmato dallo stesso regista, è da suicidio: non una battuta azzeccata, enormi silenzi imbarazzanti tra i dialoghi atti a colmare voragini e lacune sparse qua e là e un paio di gag fisiche realizzate vergognosamente seppur partendo magari da uno spunto che poteva portare a qualcosa di buono (penso ad esempio al dottore tuttofare della cittadina che tratta Grant come uno dei bambini a cui fa da pediatra: spassoso sulla carta, deprimente sullo schermo). Ma tutto, dall'inizio alla fine, è poco credibile nel film, come ad esempio il fatto che Paul - avvocati di successo - sia da subito ben disposto a dimenticare la propria vita a New York oppure la velocità con cui Meryl passa dall'essere vegetariana e attivista per gli animali a spavalda cacciatrice.

Insomma, un film fatto con i piedi giustamente snobbato dal pubblico e massacrato dalla critica. Da dimenticare.