Come Ammazzare il Capo e Vivere Felici: Recensione di Paolo Bassani

Nick, Dale e Kurt sono amici fin dal liceo. Il primo (Jason Bateman) lavora strenuamente senza mai vedere la luce del Sole in una compagnia finanziaria guidata dal subdolo Dave Harken (Kevin Spacey) e accettando le umiliazioni che il suo superiore gli infligge solo al pensiero di una promozione che potrebbe arrivare da un momento all'altro ma che all'ultimo si vede soffiare. Dale (Charlie Day, noto per la serie C'è sempre il sole a Philadelphia) è l'assistente dentista di una donna erotomane e sboccatissima (Jennifer Aniston) che lo molesta e lo mette in seria difficoltà alla luce del suo recente fidanzamento. Kurt (Jason Sudeikis, Libera uscita) invece è il contabile di un'azienda chimica che d'un tratto si ritrova governata da un irresponsabile e puttaniere cocainomane (Colin Farrell) che la sta per mandare in rovina. L'idea che salta in mente ai tre amici, presa inizialmente sottogamba, finirà per essere la loro unica ed estrema soluzione: bisogna uccidere i propri capi.

E' l'ennesima commedia americana degli ultimi mesi che tenta di inserirsi in un filone più sboccato e "per adulti", figlio di quella "Notte da leoni" che pare abbia dato una svegliatina all'industria di Hollywood: e ne uno degli esempi più riusciti. Partendo da un assunto estremo e poco credibile, la commedia di Seth Gordon (regista che viene appunto dal natalizio e sdolcinato Tutti insieme inevitabilmente) riesce comunque a farsi adorare per un cast che non poteva essere più azzeccato e soprattutto per alcune fortunatissime trovate dal punto di vista dei dialoghi e degli spunti comici. Riuscendo anche ad ironizzare sulla crisi economica rappresentando in maniera disperata ma esilarante un ex dipendente della Lehman Brothers che fa passare ai tre aspiranti assassini la voglia di licenziarsi dai rispettivi lavori (uno di loro ha anche un assurdo precedente penale che vi lasciamo scoprire, anch'esso figlio di un'America che riesce ad essere severa in maniera irritante per piccole quisquilie), Horrible Bosses vanta una delle sceneggiature (è opera di tre autori televisivi) più spigliate e scanzonate degli ultimi tempi, tra citazionismo (i tre protagonisti ammettono da soli durante il film la somiglianza della loro storia alla trama dell'hitchcockiano Delitto per delitto, scambiandolo però per un film di Danny DeVito) ed fantastiche trovate di contorno (vi innamorerete del "navigatore satellitare umano" dell'auto di Kurt).

Ma è indubbiamente il cast a fare la differenza. Le star sono i tre capi (d'altronde anche il titolo originale del film indirizza direttamente a loro): Kevin Spacey (che sta invecchiando malino...) fa praticamente un Kaiser Soze capoufficio, mentre Jennifer Aniston si dà finalmente alla pazza gioia interpretando il personaggio più volgare del film, e facendo dimenticare in un attimo tutte le sue scialbe commediole sentimentali. Colin Farrell infine, imbruttito e ingrassato, è forse il "villain" che tra i tre riesce a offrire meno spettacolo (e capirete perché guardando il film). Dal canto loro, tra i tre vessati impiegati Jason Bateman e Jason Sudeikis recitano di sottrazione, interpretando i perfetti "uomini comuni in circostanze straordinarie", mentre a Charlie Day viene assegnata la parte del fracassone combinaguai, spesso un po' troppo urlata e sopra le righe. In conclusione, Horrible Bosses può contare su un cast perfetto e su una trama che fortunatamente non risulta mai prevedibile e scontata: persino nel finale, quando penserete di aver capito come si concluderà la vicenda, vi toccherà ricredervi.