Coraline: Recensione di Riccardo Balzano

Trasferitasi in una vecchia casa fuori città, la piccola Coraline scopre una misteriosa porticina murata in salone che durante la notte, magicamente, si trasforma in un passaggio verso un mondo parallelo, copia di quello vero, ma più bello. Ad accoglierla ci sono un' Altra Mamma e un Altro Papà, uguali a quelli reali ma con due bottoni al posto degli occhi. Tutto procede serenamente fino a quando l'Altra Madre, in verità una strega, tenterà di trattenere la bambina nel suo mondo per sempre.

Henry Selick è, molti non lo sanno, il regista dell'apprezzato "Nightmare Before Christmas", ruolo spesso attribuito a Tim Burton che ne curò invece il soggetto e la produzione. Sulla scia dell' Alice di Carrol, "Coraline e la porta magica ", tratto dalla favola che Neil Gaiman ( "Stardust" ) scrisse per le figlie, è un immaginifico viaggio tra due mondi paralleli, quello della coscienza e quello della conoscenza, della ragione e dell'istinto, dell'ubbidienza e del capriccio. Ma Selick, come il collega Burton (di cui oltre ad essere amico è stato anche compagno di corso alla californiana CalArts, assieme a Brad Bird, John Lasseter e John Musker), pur volendo indirizzare lo spettatore alla "retta via", trasmettendo ad intermittenza ma in modo impeccabile la morale della favola (bisogna apprezzare ciò che si ha e non desiderare altro) è attrato maggiormente dalla costruzione minuziosa ed estremamente suggestiva del carattere più oscuro e fosco di questa deliziosa fiaba, rapito dal mistero di una piccola porta murata, dall'oscurità di un minuscolo tunnel che si compone mano mano che si percorre e dall'ambiguità di un mondo che tanto promette e nulla dona, con tanti strambi personaggi annessi ( le sorelle maggiorare ex-attrici e amanti dei cani, il vecchio acrobata russo, il gatto parlante). L'ambivalenza è ben visibile nel paradosso cromatico, già utilizzato ne "La sposa cadavere": lì al tetro e lugubre mondo dei vivi si contrapponeva, a pochi metri sotto terra, la vivacità e i colori squillanti del mondo dei morti. Qui l'uggioso mondo reale è allo stesso modo opposto alla felice luminosità del suo magico simulacro. Poi se si aggiunge l'eleganza grafica con cui tradizione (lo stop-motion) e innovazione (il 3D) sono commistionate tutto diventa ancora più magico.

Curato anche il doppiaggio originale in cui compaiono Dakota Fanning (Coraline) e Teri Hatcher ( entrambe le Madri), la Susan di "Desperate Housewives". "Coraline" è dunque un piccolo gioiello che brilla luminoso dietro una porta che aspetta di essere aperta, per rivelare le sue multiformi sorprese ed infinite tonalità cromatiche.