Diverso da Chi?: Recensione di Paolo Bassani

Che succederebbe se uno spensierato e convinto omosessuale si trovasse a fare i conti con degli inediti sentimenti… per una donna?

Lui si chiama Piero (la star in ascesa Luca Argentero, Solo un padre, Saturno contro), ha 35 anni, è un politico in carriera felicemente gay che lotta apertamente per il “diritto alla diversità” ed ha appena vinto per una tragica fatalità  le primarie che lo hanno portato ad essere il candidato sindaco di una città del “profondo nord” (che è Trieste, anche se il film non lo specifica). Da una vita convive orgogliosamente con il suo ragazzo Remo (Filippo Nigro, Le fate ignoranti), e con lui la vita non potrebbe essere più gioiosa. Il partito di Piero però, spaventato dalle reazioni del freddo popolo “nordico” di fronte ad un candidato omosessuale, gli affianca come vice la più moderata Adele (Claudia Gerini, Grande Grosso e Verdone), detta “la furia centrista” per le sue idee tradizionaliste, contrarie persino al divorzio. Inizialmente tra i due saranno scintille, ma una serata di lavoro ed un bacio galeotto daranno vita ad un triangolo singolare, tra dubbi, sotterfugi e mille peripezie.

Una boccata d’ossigeno puro nel panorama delle recenti commedie italiane. Diretto con brio e ritmo da vendere dall’esordiente Umberto Carteni, che utilizza al meglio gli spazi a disposizione e infarcisce il film di chicche musicali finalmente non scontate, e scritto da uno sceneggiatore che è ormai una sicurezza (Fabio Bonifacci, autore di Si può fare, Lezioni di cioccolato e Notturno Bus), Diverso da chi? finalmente affronta il tema della diversità in maniera semplice e scanzonata, colpendo nel segno quando i classici pregiudizi degli eterosessuali nei confronti dei gay vengono ribaltati ed analizzati dal punto di vista contrario. Toccante è in questo senso il rapporto tra il candidato sindaco e il proprio padre che, inizialmente contrario alla condotta sessuale del figlio, oggi si dispererebbe se venisse a scoprire che Piero ha un rapporto con una donna.

Ma è soprattutto il versante brillante a convincere a pieno, grazie ad alcuni sprazzi satirici ben assestati (“La questione sicurezza è pura propaganda, nessun sindaco può farci nulla”, “I centristi parlano di famiglia e poi vanno a puttane”) e ad uno sgangherato entourage elettorale very british capitanato dagli impagabili Antonio Catania e Giuseppe Cederna che presenta anche alcune trovate esilaranti nella loro semplicità, come quella del silenzioso ma onnipresente sondaggista Pavan (Antonio Bazza). Tra i due attori protagonisti sono scintille vere e il feeling è indiscutibile, ma è soprattutto l’ottimo Filippo Nigro a convincere su tutti grazie ad un ruolo non facile e portato avanti con serietà e senza macchiettismi.

Probabilmente in Inghilterra o negli Stati Uniti riderebbero dietro le nostre spalle se sapessero che consideriamo un film leggero, e che farà storcere il naso a molti soprattutto per il finale, come Diverso da chi? una conquista per il nostro Paese, ma per il momento, ai tempi di Povia, questa è una triste verità ed è meglio accontentarsi.