E' complicato: Recensione di Paolo Bassani

Jane (Meryl Streep) e Jake (Alec Baldwin) sono stati sposati per molti anni, fino a quando lui non si è invaghito di una ragazza ben più giovane e ha lasciato il nucleo familiare. Sono passati due lustri dal divorzio, e la trasferta newyorchese degli ex coniugi per assistere alla laurea di uno dei figli che hanno avuto insieme sarà motivo di un insperato ricongiungimento. Proprio quando Jane si era decisa a rifarsi una vita, magari con l’affascinante (e altrettanto divorziato) architetto Adam (Steve Martin).

Vedere un lavoro di Nancy Meyers sarebbe anche sempre un piacere se non fosse per il brutto vizio della regista di sfornare costantemente film troppo lunghi per quello che in effetti hanno da raccontare: What Women Want e Tutto può succedere sfioravano i 130 minuti, mentre L’amore non va in vacanza addirittura li superava. E’ complicato si ferma a due orette tonde tonde, che sono ancora troppe per una storiella esile e già vista come quella messa in scena. La sceneggiatura alterna siparietti abbastanza divertenti a dialoghi inascoltabili, lasciando il compito di reggere la baracca alle mani esperte dei due protagonisti: e se la Streep è tornata finalmente in forma dopo la stucchevole performance in Julie & Julia (ma lì non era certo colpa sua), Alec Baldwin si guadagna meritatamente, dopo anni di onorate parti cinematografiche secondarie, il ruolo principale (per fortuna nel frattempo ci pensava la tv con 30 Rock a farlo scatenare), non sfigurando affatto. Peccato per il sottosfruttato Steve Martin: ogni volta che compare in scena il livello del film si alza di botto. Dietro ai tre attori principali, però, c’è il vuoto: le scelte di casting effettuate per i tre figli della coppia sono tra le peggiori mai viste al cinema, per non parlare del ruolo di John Krasinski che interpreta il fidanzato mammoletta di uno di loro, semplicemente fastidioso.

E’ complicato è genuinamente femminista e libertino, (ri)dà assoluta dignità ai rapporti e al sesso tra ultracinquantenni e si diverte nel fare in modo che siano i figli a dover star dietro alle scappatelle amorose dei genitori e non viceversa. Niente di nuovo sotto il Sole, in ogni caso. Ma di classe.