Frankenweenie: Recensione di Paolo Bassani

Victor Frankenstein è un bambino solitario, che come unica compagnia ha quella di un cagnolino di nome Sparky. Quando la sua bestiola muore investita da una macchina, Victor utilizza il suo amore per la scienza per riportare in vita il corpo inerme di Sparky. Ci riuscirà, ma la comunità, dapprima inorridita da questo fatto, dovrà poi unirsi per fronteggiare una minaccia ben più grave proveniente dal mondo dell'Oltretomba.

C'era una volta un regista atipico, che creava storie per bambini condendole però di venature dark, horror, e di personaggi al limite. Dov'è finito quel regista negli ultimi anni? In molti lo danno per disperso, soprattutto dopo scivoloni come Alice In Wonderland o Dark Shadows, ma in realtà pare sia soltanto rimasto fermo a dove tutto è iniziato, come già aveva dimostrato con La sposa cadavere: fu negli anni Ottanta che Tim Burton creò per la Disney un cortometraggio dal titolo Frankenweenie, che oggi è diventato un lungometraggio in stop-motion (e in un bellissimo bianco e nero) che riporta il regista americano a vette di creatività che non toccava da tempo.

Un film per bambini che potrebbe spaventare i bambini: il classico controsenso dei più riusciti film di Tim Burton, che torna ad una storia semplice, in cui è impossibile non riconoscere una sorta di autobiografia nel personaggio di Victor, un bambino con mille ansie e paure, un grande senso di inadeguatezza, un unico amico (a quattro zampe) e il bisogno di rimanere in garage a lavorare con la propria fantasia anziché uscire e giocare con i compagni di scuola. L'amore per i freaks, e la critica ad una società perbenista e incapace di capire e accettare la diversità: Frankenweenie è uno dei film che più si avvicina ad uno dei capolavori burtoniani, Edward Mani di Forbice, e non a caso non mancano i riferimenti (il personaggio del professore di scienze, Mr. Rzykruski, è chiaramente modellato sulle fattezze di Vincent Price). Un film che, pur grigio e realizzato con uno dei metodi più atipici del mondo, risulta caldissimo, pieno di amore per la vita (e per il cinema). E si ride tantissimo.