I Love Radio Rock: Recensione di Riccardo Balzano
Da una nave ancorata nel Mare del Nord un gruppo di strambi deejay trasmette musica rock ventiquattro ore su ventiquattro al contrario della BBC che le dedica solo due ore a settimana. Nonostante Radio Rock sia seguita da più della metà della popolazione britannica, il governo è deciso a chiuderla con una scaltra strategia.

Commedia davvero sopra le righe "I Love Radio Rock", di come non se ne vedevano da tempo e su cui si ha poco  da (ri)dire. Non è un caso che ci sia una mano interessante alla sceneggiatura e alla regia, quella di Richard Curtis, autore, tra gli altri, di "Notting Hill" e "Quattro matrimoni e un funerale", che, oltre a distinguersi come sempre per l'accattivante verve comica, sa qui delineare il contesto storico senza perdersi in inutili e prolisse lezioni accademiche. Qualche implicazione politica certo trova posto, ma più per una corretta elaborazione diegetica del film che per interesse storiografico. Tutto il resto poco interessa. Curtis recupera dunque degli anni '60 il fervore giovanile, gli abiti glam e brani di successo per costruire la storia di irresistibili (anti-)eroi, lasciandosi coinvolgere e coinvolgendo a sua volta, imbrattando tutto di esilarante umorismo, mai spingendosi al di là della commedia spensierata che si scatena a ritmo di rock'n'roll. Il regista inglese infatti bada unicamente, riuscendoci, a divertire per due ore e mezza, e non è poco, non perdendo mai d'occhio i personaggi (nonostante ce ne siano tanti, come in "Love Actually", tutti ben interpretati) e sdegnando qualsiasi accenno alla drammatizzazione (come nel finale), abbandonandosi dunque all'ebbrezza di quegli anni che, così ricchi di trasgressione e innovazione, non esitano a travolgere lo spettatore nemmeno a distanza di quasi mezzo secolo. E a chi sa lasciarsi trasportare, "I Love Radio Rock" si rivelerà una gran bella sorpresa.