I Mercenari 2: Recensione di Paolo Bassani

La banda di soldati di ventura capitanati da Barney Ross (Sylvester Stallone) scorrazza ancora per il mondo compiendo le missioni più impossibili. Un nuovo impiego viene affidato loro nuovamente da Mr. Church (Bruce Willis), e all'apparenza è semplice: recarsi sul luogo dello schianto di un aereo e recuperare dalle macerie un oggetto particolarmente prezioso. Ma qualcosa va storto, qualcuno ci rilascia le penne e la faccenda per Ross e soci diventa estremamente personale.

You know what? E' meglio del primo. Qui almeno la trama è più semplice e comprensibile, e di scene scult ce n'è molte ma molte meno. Certo, quando l'azione cessa e i protagonisti si mettono a parlare della vita, della morte, di come va il mondo e - Dio non voglia - dell'amore, il fegato comincia a produrre un insana quantità di bile, ma alla fine spunta il faccione amico di Chuck Norris (che entra in scena al rallentatore sulle note morriconiane de Il buono, il brutto e il cattivo) a rimetterci l'animo in pace. Anche Stallone stavolta fa meno ridere: si è un tantinello rifatto il look, non si mette a correre qua e là in maniera ridicola come sul famoso pontile del primo film, lasciando gli scatti in avanti al pivellino Liam Hemsworth (che difatti stona non poco tra quella banda di tumefatti), e porta a casa la pagnotta.

Se l'occhio critico dovesse fare il suo dovere, I Mercenari 2 ne uscirebbe a pezzi: la trama non sta in piedi neanche a voler metterci dei sostegni qua e là, e di contemporaneità non si vuole neanche sentir parlare (si torna ai tempi delle barre di plutonio rubate), i protagonisti sono sempre dove non dovrebbero essere (e dove non ha senso che siano) e ad un certo momento si teme addirittura che comunichino telepaticamente visto che tutti sanno sempre dove trovare gli altri, in qualunque parte del mondo. La solita figura femminile messa lì a forza è come al solito ingombrante, e i dialoghi sono quasi sempre terribili (cose come "La tua ragazza ha una laurea ad honorem in tradimento"). Senza dimenticare alcune perle, come Lundgren che asserisce di mangiarsi "i cuccioli di foca e il culo delle balene", un drammatico racconto di Hemsworth sulla sua esperienza in Iraq che termina (GIURO!) con "Ma è quando ho scoperto che mi avevano ucciso il cane che mi sono arrabbiato sul serio..." e una dissertazione sulla cucina italiana, definita "sopravvalutata".

Ma che importa? Ciò che conta è la quantità industriale di proiettili che vengono sparati da qualsivoglia arnese, le teste che saltano, i cuori strappati e le esplosioni esagerate. Per fortuna questo sequel, diretto stavolta non da Stallone, che ha preferito concentrarsi sulla scrittura e la recitazione (!), ma da Simon West (Con Air) mantiene il tocco di ironia senza il quale diverrebbe fastidioso, e scavalca spesso la quarta parete ("Manca solo Rambo" dice ad un certo punto Schwarzenegger ammiccando a Norris dopo essersi lamentato di non riuscire a tenere i piedi dentro una Smart).

Rimpianti? Jet Li, il più cazzuto del primo episodio, sparisce dopo il prologo ma riesce comunque a regalarci un'epica scazzottata a suon di padellate. Jean Claude Van Damme come villain constantemente con occhiale nero e giacca di pelle sembra quello che si prende più sul serio. Infine, alcuni effetti speciali sono davvero fatti male e sembrano far appartenere il film proprio a quella "serie B" da cui tenta, con difficoltà, di smarcarsi. Ma per il resto I mercenari 2 compie il suo dovere, diverte con stupidità e totale mancanza di realismo.