Iago: Recensione di Paolo Bassani

Nella Venezia dei giorni nostri, un gruppo di studenti di architettura deve preparare un importante progetto per la propria facoltà: Iago (Nicolas Vaporidis), orfano di umili origini ma di grande talento, è uno di loro, ed è follemente innamorato di Desdemona (Laura Chiatti, Ho voglia di te, Il mattino ha l’oro in bocca), agiata figlia del rettore universitario Brabanzio (Gabriele Lavia, La leggenda del pianista sull’oceano). Il ritorno in città del di lei amico d'infanzia Otello (Aurelien Gaya) scompiglierà le carte in tavola: non solo infatti il nuovo arrivato conquisterà la ragazza, ma grazie ad una forte raccomandazione sarà messo a capo del gruppo di lavoro a cui anche Iago, roso dalla gelosia e folle d'amore, dovrà prender parte. Le conseguenze saranno imprevedibili...

O almeno questo sarebbe l'intento della trama... Volfango De Biasi, dopo il successo di Come tu mi vuoi, torna in sala e vola alto con la sua opera seconda, scomodando addirittura Shakespeare e trasportando nel nostro tempo una delle sue opere più celebri, probabilmente per mancanza di idee originali (d'altronde già il suo primo film era spudoratamente copiato da varie commedia americane). Incredibile a dirsi, l'idea non sarebbe neanche stata troppo da buttare, visto che gli snodi di trama, seppur resi sempliciotti e spesso inverosimili, creano la giusta tensione narrativa. Il problema è che a supportare il racconto ci sarebbe voluto ben altro regista, magari visionariamente più adatto a fotografare la splendida Venezia notturna o i seducenti balli in maschera, e soprattutto ben altri attori. Nicolas Vaporidis, mai fuori parte come questa volta, è in artistica caduta libera dal post-Notte: oltre ad essere totalmente inespressivo, il ragazzo è un completo tronco, un blocco di marmo, che in scena non si muove e lascia che gli avvenimenti lo sfiorino senza toccarlo (e non si capisce perché in ogni suo film debba per forza trovare posto anche una scena di ballo, visti i patetici risultati). Laura Chiatti fa quel che può ma, diretta male, finisce per essere oscurata e per rendersi complice di un finale orribile e che nulla ha a che fare  col capolavoro del Bardo. Sorprese invece dal cast di contorno: se il grande Gabriele Lavia è una garanzia di bravura, le spalle Fabio Ghidoni (Cassio), Lorenzo Gleijeses (Roderigo) e Giulia Steigerwalt (Bianca) risultano prorompenti e rubano spesso la scena agli interpreti principali.

De Biasi torni sulla Terra. E che nessuna osi scrivere che il film sarà un veicolo per far conoscere Shakespeare ai giovanissimi. Sarebbe un insulto.