Il Mai Nato: Recensione di Riccardo Balzano

Carey, figlia unica e orfana di madre, ha inquietanti visioni che scopre essere collegate con la morte, avvenuta prima del parto, del fratello gemello. Quest'ultimo, apparendo sottoforma di bambino alla ragazza vuole impossessarsi del corpo di un vivo per evitare il passaggio nell' aldilà. Con l'aiuto di amici e di uno scettico rabbino, Casey tenterà di porre fine all'incubo che tormenta da anni la sua famiglia attraverso decessi di persone amate ed enorme dolore.

Nulla di nuovo in questo polpettone orrorifico, tra esorcismi, inquieti bambini e misteriosi omicidi. Se la violenza è messa da parte, il tentativo di terrorizzare non va avanti a lungo. Scocciante per le ripetizioni e le banalità introdotte e mai più ritirate dal genere negli ultimi anni, "Il mai nato" lascia indifferenti, volto tutto alla perversa e inquietante spettacolarità dell'horror, orgogliosamente paragonato dal regista stesso a "Rosemary's baby" di Polanski e "L'esorcista" di Friedkin, inspiegabilmente. Il film nasce anche da uno strano rapporto di Goyer con i gemelli che ha "sempre trovato inquietanti" (parole sue). Ci aggiunge poi gli appunti delle ricerche fatte sulle pratiche di esorcismo nella religione ebraica e quelle sugli esperimenti dei nazisti, praticati sui gemelli nei campi di concentramento, volti ad alterare la pigmentazione dell'iride fino a renderla blu. Con meno ambizione, ovvero senza inutili assimilazioni a film cult, d'altronde opinabili, "Il mai nato" risulterebbe semplicemente l'ennesimo tentativo mancato di rinnovare un genere (almeno quello made in USA) che ormai trova espressione solo nella ripetitività e nel remake più insipido, ma con essa ha il peso di una grossa burla.

Goyer, che ha anche scritto il film, seppure abbia collaborato alla scrittura e alla stesura di sceneggiature interessanti come quelle dei due Batman di Nolan, qui fallisce clamorosamente. Alle ragazze basta forse la presenza di Cam Gigandet, il vampiro cattivo di "Twilight", per occupare posti in sala, ai maschi pensa invece la giovane protagonista, Odette Yustaman (già vista in "Cloverfield" ). Produce Micheal Bay, magari una nota confortante per molti.