Il Solista: Recensione di Paolo Bassani

2005. Steve Lopez (Robert Downey jr.) tiene una rubrica sul Los Angeles Times nella quale racconta esperienze personali e storie interessanti che scova in giro per la sua città. Un giorno, per strada, attratto da una musica affascinante, si imbatte nel senzatetto Nathaniel Ayers (Jamie Foxx), affetto da qualche disturbo psichico ma perfettamente in grado di tenere una conversazione, e di raccontare la sua storia. Una storia che Lopez comincerà a raccontare puntata dopo puntata sulle colonne del Times, suscitando l'interesse e la commozione dell'intera città, e mettendo a fuoco l'interesse sulle condizioni dei disagiati senza una casa che popolano le strade della metropoli.

Joe Wright, classe 1972, si è fatto notare negli anni scorsi con Orgolio e pregiudizio ed Espiazione, due film che avevano il loro punto di forza nella straordinaria resa formale, nella classe e nell'eleganza delle immagini. Purtroppo Il solista non riesce ad essere così incisivo, soprattutto perchè balza agli occhi l'incapacità di decidere il tono da dare al racconto, i punti sui quali focalizzarsi, i fatti che meritano più attenzione degli altri. Il film offre moltissimi spunti che potevano delinearne la struttura: il giornalista per esempio è molto combattuto per il fatto che vorrebbe aiutare Nathaniel ed essere per lui un amico per poi rendersi conto che invece in fin dei conti lo sta solo sfruttando. Una delle scene che sarebbero potute essere perfette per mettere in mostra questa diatriba interiore, ovvero la serata di gala nella quale Lopez viene premiato proprio per gli articoli sul musicista, risulta invece sconclusionata e assolutamente non incisiva. I flashback sulla vita di Nathaniel ragazzo poi sono inseriti malissimo nella storyline ed interrompono continuamente la tensione narrativa (se ne poteva fare tranquillamente a meno), così come la comparsa in scena della sorella del ragazzo e l'approfondimento sulle condizioni dei senzatetto. Capitolo a parte per l'aspetto "visionario" del film. Wright si permette una discutibile sequenza animata sulle note di un concerto al quale Lopez e Ayers stanno assistendo al Disney Concert Hall, mentre le voci che continuamente disturbano la mente di Nathaniel sono rese male e danno al film un tono misterioso che rovina l'intimità della storia.

Un film che poteva essere ben altra cosa, soprattutto con due interpreti di questo calibro: Jamie Foxx cammina su un limbo pericoloso come ogni attore che affronti dei personaggi mentalmente disturbati, ma riesce a mantenersi decoroso, mentre la prova migliore è senza dubbio quella di Robert Downey jr., una delle migliori della sua carriera, da non sottovalutare.