Innocenti Bugie: Recensione di Paolo Bassani
Roy Miller (Tom Cruise) e June Havens (Cameron Diaz) si incontrano in aeroporto. Anzi, si scontrano. Lui fa il brillante, il simpatico, e lei - alla ricerca disperata di un amore - ci casca. In realtà Miller la sta usando per un grosso doppio fine: ciò che però lui non sa è che di lì a poco i due si troveranno proprio sullo stesso aereo, e Roy dovrà fare i conti con una pedina impazzita che andrà a scombussolargli un piano ben congegnato che lo ha messo nel mirino di tutte le agenzie di sicurezza nazionale americane.

Si sa che le star che basano la propria carriera soprattutto sulla loro presenza scenica e sulla spettacolarità dei loro film - e Tom Cruise, malgrado buone ma rare prove come quella di Magnolia rientra a pieno nella categoria - ad un certo punto devono necessariamente fare i conti con l'età che avanza e di conseguenza con la loro credibilità in determinati ruoli. Innocenti bugie era quindi un banco di prova non da poco per l'ex (e ancora futuro) Ethan Hunt, che dal 2006 non vedevamo impegnato in inseguimenti e sparatorie. Il tentativo è stato quello di non dare assolutamente al progetto "Innocenti bugie" un tono serio e verosimile, ma di renderlo più spiritoso, parodistico, fumettistico, accattivante. Ecco quindi ad affiancare Cruise una Cameron Diaz da sempre a suo agio in ruoli spigliati, e per entrambi una sceneggiatura originale che mescola intrighi politici di vecchia e hollywoodiana memoria all'action misto di ironia che è un po' il punto di forza di vari cinecomics moderni (ma che da Indiana Jones a Charlie's Angels ha sempre fruttato bene al botteghino). Il risultato? Può spiazzare. Perchè innegabilmente il film diverte, è sfrenato, la coppia funziona e le scene d'azione sono folli al punto giusto. Ma è anche vero che non si può non notare la totale fragilità, inverosimiglianza del plot (la coppia di malcapitati gira il mondo nel giro di poche ore, e i loro spostamenti vengono sempre "saltati" e giustificati da svenimenti o assunzioni di qualche droga): insomma, molte storie a fumetti di Topolino sono ben più circostanziate.

Probabilmente più degli attori, che fanno il loro sporco dovere senza strafare (ma la Diaz quando fa la sciocchina un po' isterica una risata la strappa sempre), più della storia di cui ci si disinteressa quasi subito, a tenere a galla il "prodotto" (e sia chiaro che non ho scritto "film") è la regia di James Mangold: versatile (passa da Cop Land a Kate & Leopold) ha sfornato piccoli gioielli (Identità, Quando l'amore brucia l'anima, Quel treno per Yuma) ed è chiaro quindi come abbia voluto prendersi una bella vacanza-premio dirigendo Innocenti bugie. E il suo tocco si vede: la patina romantica e femminista che pervade molti dei suoi film è tangibile anche in questo, tant'è vero che sarà la Diaz da un certo punto in poi della storia a rubare letteralmente lo scettro di protagonista al suo compagno di fuga. Peccato per il cattivo più bolso della storia del cinema recente (Peter Sarsgaard, sprecato e inutile quanto il suo personaggio) e per non averci creduto fino in fondo dando per scontato che due star così facciano direttamente un incasso. Ora Cruise, con Mission: Impossibile 4 che ha appena iniziato a girare, si giocherà davvero il suo futuro di attore.