Jack Reacher - La Prova Decisiva: Recensione di Paolo Bassani

Pittsburgh. Un cecchino spara a sei persone comuni nel mezzo del giorno senza apparente motivo. Quando il principale sospettato viene arrestato si rifiuta di parlare, ma scrive in un biglietto “Trovate Jack Reacher”. Ma Jack Reacher (Tom Cruise), ex investigatore militare da tempo sparito dalla circolazione, si rifà vivo prima che la polizia riesca a contattarlo, perché con il sospettato autore della strage ha un conto in sospeso da anni.

Chi temeva un altro franchise action con Tom Cruise nei panni di un agente spericolato sarà ben felice di sapere che Jack Reacher – La prova decisiva si discosta dalla serie di Mission: Impossible non solo per le ambientazioni più grigie e meno lussuose ma soprattutto per il genere. Il film che Tom Cruise ha fortemente voluto produrre partendo dal romanzo “One Shot” di Lee Child è in realtà un vero e proprio giallo in cui Cruise è il principale investigatore (nei modi e nello stile ricorda un po’ il Jack Bauer della serie tv 24). Un deduttore micidiale certo, bravo sia con i cazzotti che al volante, ma soprattutto una mente brillante, uno Sherlock Holmes in solitaria che sa graffiare anche solo con le parole. La sceneggiatura di Christopher McQuarrie (I soliti sospetti, Operazione Valchiria) è infatti uno dei punti di forza del film, con dialoghi ironici e taglienti che ben si alternano a momenti di suspense e tensione. Ma McQuarrie si dimostra anche abile regista, costruendo scene molto suggestive (magistrale la ricostruzione della sparatoria dal punto di vista opposto) e fotografando la star Cruise in una maniera inedita e accattivante.

Molto interessante anche il cast di contorno, che schiera Robert Duvall in un ruolo perfetto per lui, Richard Jenkins per una volta piuttosto crudele e un asso nella manica non da poco: il regista tedesco Werner Herzog, che riesce a tratteggiare un personaggio inquietante, misterioso e cattivissimo con una tecnica che a Hollywood chi interpreta i classici “villain” sopra le righe ha dimenticato da tempo. E se la trama non è esente da sospetti buchi di sceneggiatura (è poco chiaro il ruolo di un doppiogiochista, e il personaggio di Duvall si fa tirare dentro alla vicenda in maniera un po’ troppo sempliciotta), Jack Reacher – La prova decisiva tratteggia un eroe solitario d’altri tempi che saremmo ben lieti di rivedere in altre occasioni e alle prese con altri casi da risolvere.