La Vita è una Cosa Meravigliosa: Recensione di Paolo Bassani

I Vanzina hanno più di qualche santo in paradiso. Pur continuando ad inanellare flop dopo flop (sia al cinema che in tv) sembrano infaticabili e infatti tornano in sala pochi mesi dopo il cinecocomero Un'estate ai caraibi con una commedia corale che vorrebbe dipingere col sorriso le malattie dell'Italia moderna. Peccato che, sia detto senza snobismo, siamo di fronte al bue che dà del cornuto all'asino. C'è il presidente di banca corrotto e sull'orlo della galera (Vincenzo Salemme), c'è il chirurgo benestante che sa a chi chiedere favori quando il figlio svogliato ha bisogno di un aiutino per un esame all'università (Gigi Proietti), c'è l'ingenuo poliziotto addetto alle intercettazioni telefoniche che si innamora "col trucchetto" di una massaggiatrice (Enrico Brignano lui, Luisa Ranieri lei).

Tutto questo in un calderone di luoghi comuni, vizietti malandati del nostro cinema, macchiette e comicità inesistente. Una noia mortale, e in più una colpa non da poco per una commedia che si proponeva di essere deliziosa e non volgare: gli unici accenni di sorriso le strappano le solite due parolacce in romanesco. I Vanzina prendono come spunto nientemeno che filmoni di tutt'altro genere come Le vite degli altri e Crash (l'hanno dichiarato loro, non date la colpa al sottoscritto) per farne una rivisitazione italiana... E ho detto tutto. La loro sceneggiatura non riesce ad andare oltre le chiacchiere da bar: tv, sciacquette da piazzare qua e là come infermiere o vallette, calcio e I Cesaroni, questi sono i punti salienti dei dialoghi che i personaggi riescono a pronunciare. A proposito di personaggi: se Gigi Proietti poteva essere un valore aggiunto a qualsiasi film fino a qualche tempo fa, da un paio di anni si è tristemente adagiato su se stesso (ma  non ne diamo certo la colpa a lui) e non fa più ridere. Salemme si conferma talento dalle capacità più teatrali che televisive, e lo stesso si potrebbe dire anche per Enrico Brignano che qui ha il ruolo più "sentimentale" e parlato, e ne esce quindi fortemente penalizzato. Velo pietoso poi su Luisa Ranieri, al suo minimo storico.

La vita è una cosa meravigliosa sicuramente per i Vanzina, che possono continuare indisturbati a non far ridere più nessuno seppur da tempo il pubblico non li premi più. Ed è un peccato, perchè i due hanno saputo portare sullo schermo in passato qualche lavoro almeno dignitoso (l'ultimo in ordine di tempo è stato Il pranzo della domenica, che dava un sincero spaccato di Italia). Forse se si fermassero per un paio d'anni e raggruppassero più di qualche buona idea anzichè fondare i loro film su mezze idee trite e ritrite, potrebbero ancora dare qualche soddisfazione. Ma continuando così, ogni loro film si trasforma in una tortura (e non fa che alimentare la rivalutazione di Neri Parenti!)