Land of The Lost: Recensione di Paolo Bassani
Lo scienziato Rick Marshall (Will Ferrell) è caduto in disgrazia dopo che le sue strambe teorie sui viaggi nel tempo - o meglio in tempi paralleli - sono state derise a livello mondiale. Con la collaborazione della sua fan Holly però, Rick ritrova la passione per il suo lavoro e crea un macchinario grazie al quale verrà catapultato in un mondo alternativo dove sembra finiscano le cose perdute. A popolare questo arido pianeta una primitiva popolazione di uomini-scimmia, gigantesche creature preistoriche e orde di anfibi troppo cresciuti e dalla sessualità contorta.

Avete estremo bisogno di tranquillità per studiare in pace ma persino la biblioteca vi sembra troppo affollata? Andate a vedere Land of the Lost, e niente potrà distrarvi! I vostri figli a casa non fanno che fare baccano e avete assoluto bisogno di un meritato riposo? Andate a vedere Land of the Lost, e il pisolino sarà assicurato! Avete compiuto un'azione di cui andate poco fieri e cercate un modo per espiare la vostra colpa? Andate a vedere Land of the Lost: non ci sarà tortura più grande da autoinfliggersi.

Se ancora non l'aveste capito, Land of the Lost non è propriamente un gran film. Diciamo pure che risulta difficile chiamare con quel nome un raffazzonato tentativo di dar vita ad una comica avventura a metà tra un Jurassic Park dei poveri e un Indiana Jones in sovrappeso, con gag puerili e neppure il minimo tentativo di creare una trama quantomeno accettabile. Se a dirigerlo fosse stato una specie di Ed Wood o almeno il contemporaneo Uwe Boll qualcuno avrebbe timidamente scritto che si tratta sì di un film di serie Zeta ma almeno consapevole di esserlo. Invece il film pare proprio prendersi sul serio, e stupisce che a dirigerlo sia stato Brad Silberling (Casper, Una serie di sfortunati eventi) e a scriverlo sia stato nientemeno che lo sceneggiatore di Changeling! Probabilmente entrambi hanno voluto prendersi una vacanza premio. E se qualcuno rischierà di sorridere qua e là per delle situazioni che sono soltanto ridicole, il problema maggiore è che Land of the Lost risulta antipatico fin dai suoi interpreti, un terzetto formato da Will Ferrell - che stavolta ha davvero dimostrato quanto la sua carriera cinematografica sia un regalo troppo grande in confronto ai suoi scarsi meriti artistici - e dai due semi-sconosciuti Anna Friel (Pushing Daisies in tv) e Danny McBride (Tropic Thunder, Strafumati), tutti irritanti, tutti incapaci, tutti inguardabili. Lo scenografo di Edward mani di forbice e Batman - Il ritorno Bo Welch ambienta la storia in un poverissimo paesaggio deserto post-apocalittico nel quale i personaggi paiono più volte perdersi. Si fossero persi davvero tra quelle dune, sarebbe stato meglio per tutti.