Le Amiche della Sposa: Recensione di Paolo Bassani

Annie e Lillian sono amiche da una vita. Inseparabili, condividono gioie, dolori e dispiaceri. La prima (Kristen Wiig) sta passando un periodo non facile, ha dovuto chiudere la sua attività di pasticciera dopo che il suo ex fidanzato e socio è fuggito lasciandola senza soldi, ha una macchina scassata, condivide un appartamento con una coppia di fratelli obesi e scemi e ha una relazione puramente sessuale con un uomo (Jon Hamm) che però non vuole passare le notti con lei. Lillian (Maya Rudolph) invece si sta per sposare con il figlio di un importante e ricco imprenditore, e ovviamente sceglie Annie come sua damigella d'onore. Felice dell'incarico affidatole e pronta ad organizzare all'amica il matrimonio dei suoi sogni, Annie dovrà però vedersela con Helen (Rose Byrne), viziata arrivista decisa a portarle via la migliore amica, e con tutte le altre strampalate damigelle della futura sposa.

Autentica rivelazione americana dell'anno, la prima commedia tutta al femminile della ditta Apatow è una sfrenata ed irriverente variazione, più cinica e crudele, su un abusato filone cinematografico che da decenni non conosce insuccessi, quello matrimoniale, in cui candide e bellissime promesse spose vanno inevitabilmente in crisi prima di arrivare a coronare il proprio sogno d'amore con un principe bello quanto quelli delle favole. Bene, dimenticate tutto questo: le protagoniste di Le amiche della sposa non si possono certo definire delle dee, sono sgradevoli e volgari, detestano i propri figli (e il sentimento è reciproco) e non vedono l'ora di sfogarsi all'addio al nubilato della loro festeggiata, un po' come la loro controparte maschile di Una notte da leoni. Ma a differenza di quel terzetto di maschiacci, che trovava nel cameratismo il loro punto di forza, qui sono gli attriti e i litigi, finanche le isterie, il motore del racconto: emozioni che trovano in Kristen Wiig, lanciata proprio da Apatow in Molto incinta ed esponente del Saturday Night Live, un corpo e un'anima che sanno essere disperati, furiosi ed eleganti nel contempo.

Se dal punto di vista dei meccanismi narrativi Le amiche della sposa può definirsi un film che sa di già visto (per chi cerca comunque il lato prettamente romantico c'è una storyline parallela che coinvolge un poliziotto dolce ed innamorato, lui sì un principe azzurro, ma squattrinato), va dato atto al regista Paul Feig di aver creato dei personaggi che assomigliano a dei veri e propri mostri moderni: oltre alla sorta di triangolo d'amicizia e odio che viene a formarsi tra Annie, Lillian e Helen infatti, il film si avvale di altre tre figure spettacolari, quella di Becca (Ellie Kemper), giovane inesperta che sogna ancora l'amore eterno, Megan (Melissa McCarthy), strabordante macchina da guerra, e Rita (Wendi McLendon-Covey), madre di tre maschi adolescenti che disprezza e talmente divertente nei brevi momenti in cui viene lasciata libera che meriterebbe uno spin-off tutto suo.

Inutile dire che i maschietti escono distrutti dal film di Feig: il poliziotto di cui sopra, che si innamora di Annie, fa la figura del bambolotto che tiene il broncio appena qualcosa va per il verso sbagliato, mentre il promesso sposo di Annie praticamente non è pervenuto e Jon Hamm nei panni dello sciupafemmine che adora il sesso orale e le belle macchine è inequivocabilmente la parodia cretina di Don Draper.