Matrimonio in Famiglia: Recensione di Paolo Bassani

Lucia (America Ferrera) è messicana. Marcos (Lance Gross) è afroamericano. I due si conoscono al college, dove entrambi studiano lontani dalle rispettive famiglie. O meglio, Lucia una famiglia ce l'ha davvero e piuttosto chiassosa, mentre Carlos è stato cresciuto solamente da suo padre Brad (Forest Whitaker), un conduttore radiofonico che pare non avere mai avuto una relazione seria in vita sua. Quando i due giovanotti decidono di rivelare ai rispettivi genitori, ignari persino che i loro figli abbiano una relazione, il loro amore "interraziale" e la loro decisione di sposarsi nonché di andare a fare insieme del volontariato nel Laos, succederà un prevedibile finimondo.

Non sarebbe neppure il caso di soffermarsi più di tanto su questa mediocre commediola statunitense dalla trama risaputa per quanto abusata, se non fosse per il moto di rabbia che lo spettatore (o almeno quello cinefilo) prova nel vedere Forest Whitaker costretto in un ruolo a dir poco penoso. Sarà che spesso chi viene premiato con l'Oscar ha poi difficoltà a rimettersi in carreggiata (e il mio pensiero passa da Adrien Brody a Jamie Foxx, da Halle Berry a Julia Roberts), ma anche per Whitaker, che l'ha vinto meritatamente con L'ultimo re di Scozia, pare sia arrivato il momento di scendere a compromessi. L'ennesima variazione sul tema "Indovina chi viene a cena" finisce così per alternare riflessioni che sarebbero potute essere decisamente meglio scritte (il ruolo della madre di Lucia non è banale ma appena potrebbe dare qualcosa viene relegato in secondo piano) a momenti decisamente di lega più bassa - protagonisti un caprone e del Viagra - che fanno rimpiangere, ebbene sì, alcuni cinepanettoni targati DeSica/Boldi.

L'unica idea curiosa, e che strappa mezza risata, riguarda una scena in cui vengono "immaginate" le possibili disposizioni dei tavoli al ricevimento: un momento felice in un mare di cliché e di scarsità autoriale (sceneggiatura scritta a sei mani) che annoia e affligge. Per chi non l'avesse riconosciuta, senza sopracciglie spesse e apparecchio ai denti, la protagonista sudamericana del film non è altri che America "Ugly Betty" Ferrera, che almeno qualche flebile ricordo di cosa voglia dire "recitare" pare averlo ancora intatto.