Mostri Contro Alieni: Recensione di Riccardo Balzano
Il giorno del suo matrimonio Susan viene colpita da una meteora. Dopo l'impatto la donna cresce in altezza fino a raggiungere 15 metri. Catturata dall'esercito viene rinchiusa in una struttura ultrablindata assieme ad altri tre mostri, prigionieri del Governo: Professor Scarafaggio, Anello Mancante e B.O.B. Massa Gelatinosa Indistruttibile. Quando la terra è minacciata da un robot alieno, il Presidente non esita a rivolgersi alla bizzarra squadra di "supereroi" per salvare il pianeta.

La Dreamworks arranca nell'estenuante gara con la Pixar. Di originale c'è ben poco, a partire dalla realizzazione grafica dei personaggi fino ai contenuti, i suoi prodotti mancano dell'eleganza, della raffinatezza dei lavori della casa gestita da Lasseter. Tra effetti visivi accompagnati dall' Intru 3D, qui ben sfruttato, e comicità demenziale, spesso volgarotta (per accattarsi il favore degli adulti) questo "Mostri Contro Alieni" soddisfa immaginazione e le esigenze dell'occhio, ma il cuore ne rimane escluso. D'accordo, si trattano temi importanti come l'emarginazione e l'accettazione del diverso, ma anche "Monsters & Co." aveva fatto lo stesso a suo tempo, uscito pochi mesi dopo l'attacco alle Torri Gemelle, volto (o almeno così si è detto) a consolare i più piccoli nel terrore suscitato dai neo-mostri (i terroristi). Ed è qui la grande debolezza ( per altri il punto forte) del film: la poca attenzione nella costruzione della storia a favore invece di mirabolanti effetti visivi e grossolane trovate umoristiche, alla cui riuscita contribuisce un accurato doppiaggio (le voci originali sono di Reese Whiterspoon, Seth Rogen, Paul Rudd, Kiefer Sutherland, solo per citarne alcuni). L'intrattenimento è posto quindi in primo piano, per carità, un ottimo intrattenimento, ma l'originalità e la fantasia ne rimangono lese (è una fortuna che ad occuparsi degli spettatori più esigenti ci siano ancora autori come Hayao Miyazaki che sanno fare di quest'ultime l'elemento portante delle proprie opere).

Il 3D ha dunque conteggiato l'animazione mostrando le sue straordinarie potenzialità e lascia ben sperare per il suo futuro utilizzo, che ci si augura sia moderato e che non badi troppo alla suggestione visiva a discapito dell'emozioni.