Notte Folle a Manhattan: Recensione di Paolo Bassani

I Foster sono una tranquilla coppia di provincia di mezza età, la cui era del divertimento pare essere finita da un bel pezzo. Le loro uniche serate di svago, una volta affidati i figli ad una giovane babysitter, consistono sempre nella solita cena alla solita bettola. Complice la separazione di una loro coppia di amici, che li lascia fortemente turbati, i due decidono di regalarsi per una volta una serata davvero speciale: vanno in uno dei più rinomati ristoranti di Manhattan e "rubano" la prenotazione ad una coppia che tarda ad arrivare. Purtroppo avere assunto, anche solo per quelle poche ore, l'identità di tali signori Tripplehorne, li metterà al centro di un vortice di accadimenti che farà passare loro una notte ad alto tasso di adrenalina.

Parte col freno a mano tirato Notte folle a Manhattan, probabilmente per creare un più netto contrasto tra la vita noiosa e monotona che i due coniugi sono soliti vivere in casa e la scoppiettante serata che li sta per sorprendere. Non un'ottima scusante per lo sceneggiatore (Josh Klausner, responsabile anche dello script dell'imminente Shrek 4), soprattutto perchè lo spettatore sa benissimo che proprio nella più ripetitiva quotidianità può celarsi del gran materiale comico (basta infatti un filo di saliva sulla bocca della Fey per far scatenare la risata in sala). Poi il film di Shawn Levy (Una notte al museo 1 & 2, La pantera rosa) ingrana la marcia. Una marcia comunque piuttosto debole, che permette giusto al film di arrivare in porto senza infamia e senza lode.

Il primo particolare che salta all'occhio di Notte folle a Manhattan è il mostruoso cast di "spalle" tirato in ballo, anche per parti molto piccole: avere Mark Wahlberg, Mark Ruffalo e James Franco come attori di contorno non è certo cosa da poco, a cui va aggiunta la candidata all'Oscar (per Benjamin Button) Taraji P. Henson nel ruolo più scialbo del film, passando per le due maschere di lusso William Fichtner (Il cavaliero oscuro) e Ray Liotta (peccato che la maschera del secondo sia di gomma visto il disastro provocato su di lui dalla chirurgia plastica). Ognuno pare divertirsi molto confrontandosi con le due anime del film, Carell e Fey. Il primo ovviamente a suo agio in ruoli stralunati e buffi come questo, la seconda alla sua prima vera prova in un film "importante" dopo una carriera televisiva (Saturday Night Live) decollata negli ultimi anni con il pluripremiato serial 30 Rock, da lei anche scritto. Ecco, se la sceneggiatura di Notte folle a Manhattan l'avessero anche lasciata scrivere a lei, forse i risultati sarebbero stati nettamente migliori.

Purtroppo le scene memorabili sono ben poche, così come le battute che fanno buttare a terra dalle risate. In particolare alcuni momenti sono sfruttati male, come quello con la fidanzata di Mark Wahlberg che chiede alla coppia di coniugi di unirsi in un menage a quattro, che poteva regalare ben di più, o il momento con James Franco che doveva essere scritto nettamente meglio; in compenso a risollevare gli animi ci pensa uno pazzo inseguimento tra le strade di New York con protagoniste due auto i cui rispettivi cofani sono incastrati tra loro: roba che farebbe impallidire persino Bruce Willis!

Girato visibilmente in digitale con una fotografia (non sparatemi!) alla Collateral, Notte folle a Manhattan mantiene solo in parte le aspettative, generando comunque una commedia godibile e sincera che offre più di un momento di buon svago hollywoodiano senza pretese.