Oggi Sposi: Recensione di Paolo Bassani
Fa un certo effetto, quando si spengono le luci in sala e tu sai di aspettarti la "solita" commedia italiana, trovarti prima dei titoli di testa i loghi della Universal e della Focus Features (casa americana distributrice, solo quest'anno, di robetta come I love Radio Rock, Milk, Burn After Reading, In Bruges e potrei continuare per ore...). Merito di Cattleya e dell'accordo che le due major sopraccitate hanno stretto con una delle poche realtà nostrane capace di sfornare film di genere ma di qualità sempre sopra la media.

Quattro storie, quattro coppie, quattro proposte di matrimonio che daranno il via a dei preparativi esilaranti ed inaspettati. Nicola (Luca Argentero) è un poliziotto pugliese di umili origini pronto a dichiararsi alla sua fidanzata, figlia dell'ambasciatore indiano. Non si aspetterà di certo di ritrovarsi a celebrare le sue nozze con un rito indù, e sarà dura farlo accettare al padre di mente ristretta (Michele Placido). Nicola lavora ad un'operazione rischiosa per il PM Fabio Di Caio (Filippo Nigro), il quale aristocratico padre (Renato Pozzetto) sta per convolare in matrimonio con una sgallettata di diverse decadi più giovane di lui (Carolina Crescentini). Che ci sarà sotto? Intanto il magnate della finanza Attilio Panecci (Francesco Montanari) assieme alla sua fidanzata Sabrina (Gabriella Pession), divetta dello spettacolo, vuole organizzare il matrimonio più sontuoso della Storia, alla quale la coppia di poveracci Salvatore e Chiara (Dario Bandiera ed Isabella Ragonese) vogliono imbucarsi visto che non hanno possibilità economica per organizzare un ricevimento proprio...

E' da tenere d'occhio questo Luca Lucini, uno dei pochi registi italiani di commedia che gira sceneggiature non sue e che quindi non vuole ergersi ad autore. La factory che ha sfornato Oggi sposi (Brizzi-Martani-Bonifacci), dietro a successi come Ex, Notte prima degli esami, Si può fare, Diverso da chi?, guarda chiaramente alla british comedy cercando di puntare sull'intrattenimento intelligente e su un copione costruito a dovere, anzichè su triviali gag fisiche che nascondono una mancanza di idee. Qui nello specifico è encomiabile il plot generale, lo stratagemma forzato ma non troppo con cui si fanno convivere le quattro storie e che dà vita ad un intreccio che con l'andare della situazione si fa via via più godibile. Certo, alcune cose funzionano meglio, altre meno. La parte riguardante le nozze indiane è riuscitissima, grazie soprattutto alla brillante caratterizzazione di uno scatenato Michele Placido nei panni di un contadino burino. Anche Argentero, sicuramente a suo agio in ruoli brillanti come questo, riesce a riempire la scena con sicurezza, e Lunetta Savino nei panni di sua madre è semplicemente splendida. Decisamente troppo superficiale e popolano invece il modo in cui viene trattato il "matrimonio vip", un modo vagamente subdolo di accattivarsi il pubblico della gente comune, mentre brindiamo ad un ritrovato Pozzetto che diverte con la sua sola presenza in scena. Nigro, penalizzato da un look orribile, ci mette il mestiere e dà vita a buoni duetti con la Crescentini, mentre la coppia Bandiera/Ragonese non riesce mai ad essere incisiva. Lucini dirige con brio e naturalezza, sottolineando a dovere le performance degli attori e dando sempre costante ritmo al racconto. Anche troppo in alcune situazioni, vittime di un montaggio troppo frenetico per poter essere godute a pieno. Certo, in Inghilterra ci riderebbero dietro se sapessero che per noi italiani una commedia come Oggi sposi è considerata manna dal cielo... Il prossimo passo per Cattleya & soci è proprio quello di puntare sull'originalità, senza voler per forza italianizzare prodotti già visti all'estero.