Pandorum: Recensione di Paolo Bassani
Risvegliarsi in una sterminata astronave dopo un sonno forzato durato più di un secolo. Accorgersi che gli infiniti corridoi di quella struttura galleggiante nello spazio sembrano vuoti, inanimati, spenti da chissà quanto tempo. Ricordarsi poco a poco di far parte di una spedizione diretta su un nuovo, lontanissimo Pianeta di nome Tanis, abitabile in tutto e per tutto e quindi diventato l’unica speranza di sopravvivenza per cercare di sfuggire ad una Terra ormai al collasso e prossima all’autodistruzione. Trovare pochi superstiti, e soprattutto accorgersi che tra le stanze dell’astronave Elysium circolano presenze di natura tutto fuorché umana.

Se c'è un aggettivo non riconducibile al film Pandorum è sicuramente "originale". Il regista Christian Alvart e lo sceneggiatore Travis Milloy saccheggiano Alien, Punto di non ritorno e altri storici classici della fantascienza come fossero le basi dalle quali partire per ogni film moderno circoscritto tra gli stessi temi. Ed in effetti non hanno neanche tutti i torti, visto che cercare di creare qualcosa di nuovo per un film ambientato totalmente all'interno di un'astronave sperduta nello spazio è impresa ardua: gli elementi utilizzabili sono sempre gli stessi, gli spazi anche, i cliché pure. L'obiettivo resta dunque quello di ri-amalgamarli assieme facendo in modo che il pubblico non intuisca già come andrà a finire l'intera faccenda cinque minuti dopo l'inizio del film. Ed in questo Pandorum riesce perfettamente: alcune sorprese riescono a rimanere tali fino a quando non compaiono su schermo, e la giustificazione che viene data alla presenza nell'astronave di "qualcosa" di non umano è più che accettabile e ben raccontata. Ottima, anche se anomala, l'idea di spezzare quasi subito il racconto creando due vere e proprie "avventure parallele", quella di Ben Foster (30 giorni di buio, Oltre le regole), più fisica e d'azione, da un lato e quella di Dennis Quaid, più cerebrale e psicologica, dall'altro.

Il film non offre nulla più che buon intrattenimento, quindi non aspettiamoci personaggi psicologicamente approfonditi o messaggi nascosti. Pandorum ti affonda nel tetro e nell'orrore, e il finale è soddisfacente. Basta accontentarsi.