Ragazzi Miei: Recensione di Riccardo Balzano

Alla morte della moglie, Joe, giornalista sportivo, deve occuparsi da solo del piccolo Artie. Dopo un primo periodo, segnato dal dolore lacerante per la perdita e una depressione che lo distacca sempre più dal bambino, intraprende un processo di maturazione e di responsabilizzazione che lo porta a riprendere in mano la propria vita e a riallacciare i contatti anche con Harry, il figlio più grande, nato dalla relazione con la ex-moglie. 

 Alla base c’è il romanzo autobiografico di Simon Carr (“The Boys are back in Town” ) che se da una parte avrebbe potuto incitare a una maggiore veridicità dei personaggi, dall’altra non distoglie gli autori da un sentimentalismo artefatto ma mai patetico. I colori tenui, la luce perfettamente plasmata su volti e natura identificano quella rinuncia per i contrasti bicromatici (anche i meno netti) che avrebbero potuto evidenziare, anziché lasciarli sfumare nel patinato pubblicitario, i più complessi processi psico-emotivi  operanti nell’elaborazione del lutto e nella costruzione di nuovi legami affettivi.

Scott Hicks (che i più ricorderanno per l’anomalo biopic “Shine” ) racconta con didascalico buonismo e semplicismo il percorso di maturazione (e responsabilizzazione) di Joe e dei suoi figli, incrociando partenze (la prima  e la più importante quella della moglie per l’aldilà) e virando per l’unico grande ritorno finale (citato nel titolo originale “Boys are back”) sotto il rigore programmatico del raccordo di sentimenti e personaggi, o meglio l’happy ending.  La scelta di Clive Owen (anche produttore esecutivo) come attore protagonista, non poco azzardata, è in fin dei conti corretta: per un film che trattiene l’impulso esasperato dell’emozioni, il volto dell’attore, serio e appena percettibilmente mutabile per la scarsa estensione espressiva, risulta più che funzionale. Peccato che imperturbata rimanga anche l’intera pellicola, che riesce a dipingere con più credibilità e interesse il fascinoso paesaggio australiano (fotografia di Greig Fraser), irradiato d’idillica quiete, che quello incessantemente fosco e tumultuoso dell’animo umano.

Più che per i contenuti o la qualità verrà ricordato probabilmente come  l’ultimo film distribuito dalla Miramax Films (messa in vendita dalla Disney lo scorso gennaio). Firmano i brani della colonna sonora i Sigur Ros.