Ralph Spaccatutto: Recensione di Paolo Bassani

Sono trent'anni che Ralph Spaccatutto è il cattivo del videogioco in cui lui è tenuto a distruggere a ripetizione un palazzo mentre Felix Aggiustatutto lo ripara. A fine giornata, per Felix arrivano medaglie, ringraziamenti dei condomini, torte e premi: a Ralph invece non resta che rintanarsi nella sua discarica, distante e malvisto da tutti. Perché lui è il cattivo, dicono. Ma Ralph non è cattivo e non vuole più stare a queste regole: anche lui vuole una medaglia che dimostri quanto sia grande il suo cuore virtuale. Scappa così dal suo videogioco intrufolandosi in altre macchine della sala giochi, in cerca della sua grande occasione.

Al reparto animazione Disney la lezione Pixar deve aver fatto un gran bene. E' evidente infatti che da qualche anno non ci si accontenti più di rispolverare il canovaccio dei Classici ma si tenti di osare con idee, intuizioni, proposte più adulte. Ralph Spaccatutto è un divertentissimo cartoon pieno di colori e allegria, ma è soprattutto un'operazione nostalgica che i giovani adulti apprezzeranno moltissimo. I personaggi di Pac-Man, Sonic, Street Fighter e moltissimi altri prendono vita davvero, con un carattere e una personalità tutta loro, mentre mondi appositamente creati (il videogioco di corse tutto al femminile Sugar Rush, un mix tra Candy Land e Mario Kart, e Hero's Duty, chiaramente rifacente a Call of Duty) sono visivamente straordinari e non lasciano mai che lo spettatore si annoi, visti i molteplici set in cui la storia di dipana. E poi si ride, si ride moltissimo: i movimenti di Felix e dei condomini del suo gioco, ad esempio, fanno morire, ma i colpi di genio non finiscono qui.

Il viaggio dell'antieroe si scontra con i sogni di una bambina rifiutata da tutti, dai suoi simili e persino dal computer che la ospita. La fragilità di quella tenera creatura, destinata all'oblìo, è uno dei punti di forza del film, che si permette anche scene drammatiche decisamente efficaci, per raccontarci che nel mondo servono anche i "diversi", e che solo la cooperazione e la coabitazione fanno la forza. Tipico disneyano? Non solo. Una parola anche sull'immancabile cortometraggio che precede il film: si intitola Paperman ed è strabiliante, romanticissimo e in un bianco e nero molto sofisticato. Chi scrive non aveva trovato così eccezionale il recente La luna, ma stavolta quei pochi minuti di film rimangono nel cuore.