Role Models: Recensione di Riccardo Balzano

Danny e Wheeler, amici e colleghi, promotori di bibite energetiche, aggrediscono un poliziotto e il meccanico che stava per rimuovere il loro furgoncino. Arrestati, la Corte li obbliga a 150 ore di lavoro a un programma di formazione per bambini. Ai due vengono così affidati Augie e Ronnie, l'uno "nerd" appassionato di un bizzarro gioco di ruolo, l'altro di colore ossessionato per le "curve" femminili e devoto al turpiloquio. Dopo una repulsione iniziale impareranno a conoscersi.

Oltre a qualche ammiccamento al politically scorrect e a qualche pennellata di comicità grossolana, il film di David Wain ( "The Ten" ) non si fatica a immaginarlo impolverato sugli scaffali dei blockbusters tra tante (peggiori) commedie. "Role Models" risulta infatti si una sgangherata e volgare storia d'amicizia, ma in fin dei conti innocua per la resa al buonismo nell' inutile (ma a quanto pare irrinunciabile) happy-ending, non osando così apparire coraggioso (se non oltraggioso) nei contenuti e dotato di coerenza tra prima e seconda parte. Forse proprio la battaglia finale di "Laire" (gioco di ruolo che s'ispira ai combattimenti medievali) accenna a un certo ritorno alla favola dove tutto finisce bene e i protagonisti, riscattatisi, trovano la felicità. Dunque si ride e tanto, ma il film proprio non riesce ad andare più in là di una innocua commediola seminata un pò dappertutto di turpiloquio, nonostante abbiano lavorato  ben otto mani alla sceneggiatura comprese quelle del regista, di Paul Rudd e di Ken Marino (che compare anche nel film come patrigno di Augie). A quanto pare non sono bastate. Dell'indagine sulla mancata maturità dei due protagonisti infatti rimangono poche tracce per la costruzione di qualche gag riuscita che nel finale "rosa e fiori" confluisce nella più anonima conclusione degna di un filmetto per adolescenti. T

utti comunque recitano bene, dalla coppia adulta Rudd-Scott a quella di minorenni MintPlasse-Thompson, ma Jane Lynch con la sua eccentricità spicca su tutti, forse troppo, per un film che, tutto sommato, vola piuttosto basso.