Saw VI: Recensione di Leonardo Piva
Non eravamo ancora appiedati sull'uscita di Saw V, che la preproduzione su Saw VI è già quasi terminata, con un inizio di riprese previsto in Canada per il 30 marzo 2009, in previsione di un'uscita americana in tempo per Halloween. I fan saranno contenti di sapere che l'attrice e cantante Shawnee Smith tornerà nei panni di Amanda, personaggio che ha già interpretato in tutti i capitoli precedenti della serie, che ormai ha fruttato complessivamente in tutto il mondo più di 650 milioni di dollari. Kevin Greutert, già montatore dei precedenti cinque Saw, debutterà alla regia di un lungometraggio proprio con questo film, che si promette “ancora più violento dei precedenti”.

L’Enigmista si getta nel sociale. È sostanzialmente questo il dato più rilevante del sesto episodio della saga horror di maggior successo di inizio millennio, ideata nel 2003 da James Wan.
Il film di Kevin Greutert, in uscita il primo Giugno nelle sale italiane, presenta in ogni caso delle novità che lo portano a staccarsi leggermente dai predecessori. Tra gli aspetti positivi c’è sicuramente il lato tecnico che si estende a tutti i 90 minuti del film: i flashback ovviamente non mancano, e d’altra parte non potrebbe essere altrimenti perchè vorrebbe dire eliminare la figura di Tobin Bell (a oggi, dopo sei film, ancora nettamente la presenza scenica più carismatica), ma il montaggio è sicuramente più lineare e fluido, e gli stacchi meno nevrotici e esteticamente solo fini a se stessi.
Le promesse di ottenere delle risposte vengono in parte disilluse, sostanzialmente l’unico squarcio di luce si apre su una vecchia controversia di Jigsaw che lo porta a criticare aspramente il sistema sanitario americano, ma ancora il “piano” deve essere pressoche’ svelato (e sappiamo, per voce degli sceneggiatori di Saw VII 3D, che il prossimo film sarà una enorme conclusione di entrambe le due trilogie).
Ciò che invece sembra ormai arrivato al capolinea è l’effettivo impatto della trama e delle immagini sugli spettatori: dopo sei film praticamente tutti con lo stesso stampo è impossibile non provare un senso di prevedibilità al limite della sonnolenta consuetudine, in ogni modo non resta che portare pazienza ancora per poco meno di due ore e vedere finalmente il compimento del cruento piano dell’Enigmista.

La tortura migliore? La prima, la bilancia della carne.