Segui il Tuo Cuore: Recensione di Paolo Bassani

Zac Efron riparte laddove si era fermato. Se nell'ultimo capitolo della trilogia di High School Musical finalmente ritirava l'agognato diploma, il suo ritorno sul grande schermo inizia proprio nello stesso modo: Charlie St. Cloud ha appena finito gli studi e si appresta a scegliere il college nel quale continuarli. Dentro di sé è però combattuto, perché non vorrebbe allontanarsi dalla casa in cui ha una madre amorevole (Kim Basinger) e un piccolo fratellino, Sam, che adora e con il quale gareggia - e vince - in importanti competizioni in barca a vela a due. Una sera, mentre Charlie ha in custodia Sam, i due sono vittime di un grave incidente stradale nel quale il più piccolo dei due perde la vita. Dopo cinque anni, Charlie ha rinunciato agli studi per diventare guardiano del cimitero (!) nel quale riposa suo fratello, e per non venire meno ad una promessa fatta a Sam poco prima che morisse rischia anche di lasciarsi sfuggire una nuova opportunità di riscatto.

E' evidente la volontà da parte del 23enne Zac Efron di scrollarsi di dosso i suoi esordi con film che possano metterne in mostra anche eventuali doti attoriali (da noi sta per uscire direttamente in home video anche l'inedito Me & Orson Welles). Peccato che, nonostante il suo evidente impegno, in Segui il tuo cuore (che l'attore ha fortemente voluto scegliendosi lo stesso regista, Burr Steers, con il quale aveva già realizzato 17 Again) la componente drammatica sia sepolta sotto una spessissima coltre di ruffianeria e sia pure messa in scena in modo così piatto e patinato da non suscitare alcun tipo di commozione nello spettatore, che viene posto di fronte a risvolti di trama particolarmente inquietanti per non dire assurdi. Vi direi per esempio che, 12 anni dopo Il sesto senso, anche Zac Efron vede, parla e gioca a baseball con i morti (suo fratello), ma vi aggiungo che addirittura passa una notte d'amore con una ragazza che invece non c'è (e forse è morta anche lei!). Il fatto poi che un ragazzo della sua età dopo cinque anni dalla morte del fratellino sia ancora in uno stato che dire depressivo è essere gentili, tanto da accettare un umile lavoro da giardiniere al cimitero, è aspro da mandare giù.

La regia di Steers, dicevamo, non fa assolutamente nulla per far risaltare né tantomeno le performance degli attori (con partecipazioni piuttosto inutili di Kim Basinger e Ray Liotta) né le componenti soprannaturali e potenzialmente affascinanti che la storia poteva avere. Efron deve aver imparato la lezione, visto che per il suo prossimo film si è rasato l'ormai storico ciuffo e si è dato all'ingrasso per indossare credibilmente una divisa da soldato. L'addio ad High School Musical continua...