Sex Movie in 4D: Recensione di Paolo Bassani
Il timido e impacciato Ian (Josh Zuckerman, Austin Powers in Goldmember, Leoni per agnelli) ha 18 anni e non è mai stato con una ragazza. Vessato in famiglia, con un fratellino 14enne già ben più attivo di lui con l'altro sesso e un fratello maggiore, Rex (nientemeno che James Marsden, X-Men, Superman Returns), cazzuto e testosteronico che non perde occasione di umiliarlo, Ian fa un lavoretto tragico in un centro commerciale ed è deciso a perdere la verginità quanto prima. L'occasione pare arrivare quando in una chat conosce Ms. Tasty, una giunonica bionda che gli propone di raggiungerla a Knoxville, a 800 chilometri di distanza, per potersi conoscere carnalmente. Insieme ai suoi due migliori amici Lance e Felicia, e con la preziosissima Pontiac GTO rubata al fratello Rex, Ian partirà per un viaggio che potrebbe segnare una svolta nella sua vita.

Al di là del titolo italiano (le 4D starebbero per Divertente, Dissacrante, Demenziale e Duro, quindi niente occhialini se l'avete pensato per qualche nanosecondo), il film di Sean Anders, clamoroso ed ingiusto flop negli USA, riesce a mantenersi su un livello dignitoso costruendo una trama fatta sì di volgarità e grossolanità ma amalgamando il tutto con attori e regia più che salvabili sfornando in definitiva un prodotto moderatamente divertente e senza troppe furberie. Aperto da un prologo strepitoso in camera da letto, citazione fin troppo diretta dell'antesignano American Pie, Sex Movie in 4D propone varie macchiette durante tutto lo svolgimento della storia tutte piuttosto riuscite, dai due adolescenti sboccati con la segreta paura del sesso opposto, alla commessa in lacrime che si farà consolare da Lance, all’autostoppista decerebrato fino al folle poliziotto protagonista del finale. In mezzo trova posto anche il sempre ottimo Seth Green (Rat Race, The Italian Job) nei panni di uno squinternato Amish. Ma a rubare a tutti la scena è l'irrefrenabile James Marsden, che mai ricordiamo così scatenato e volgare: ogni sua entrata in scena è a dir poco fenomenale.

Un film leggero e scanzonato che, dietro le ovvie banalità e le aspettate trivialità sessuali, nasconde un cuore. Non è poco, in un genere come questo, e noi ci accontentiamo.