The Karate Kid - La Leggenda Continua: Recensione di Paolo Bassani

Dre Parker (Jaden Smith) ha dodici anni, è orfano di padre e ha la sua vita e i suoi amici a Detroit. E' costretto però, per il lavoro della madre (Taraji P. Henson, Il curioso caso di Benjamin Button) a trasferirsi in Cina, ovviamente controvoglia. Appena arrivato a Pechino avrà modo di farsi dei nemici molto in fretta: una gang di ragazzini tutti esperti in arti marziali vede di cattivo occhio l'amicizia speciale nata tra il ragazzo e la bella violinista Mei Yin. Incapace di difendersi dalle vessazioni dei più prepotenti della scuola, Dre riesce a convincere l'addetto alla manutenzione dello stabile in cui vive, Mr. Han (Jackie Chan), che scopre essere un esperto di kung-fu, ad insegnarli la nobile arte del combattimento.

In epoca di remake, il cult-movie con Ralph Macchio e Pat Morita (quest'ultimo anche candidato all'Oscar all'epoca  per la sua interpretazione) non poteva non rinascere al cinema rivisitato e aggiornato. Ci ha pensato Will Smith, che ha visto nel suo piccoletto di famiglia (fatto debuttare su grande schermo da Muccino ne La ricerca della felicità) il volto perfetto per incarnare il nuovo "ragazzo del karate" (malgrado nel film gli venga insegnato il kung fu, che non è certo la stessa cosa). E non ha avuto tutti i torti: seppur il giovane Jaden all'inizio provochi una sorta di repulsione, di antipatia verso di lui e la sua spocchia,  pian piano comincia a farsi amare e in breve tempo si ritrova a reggere completamente il film sulle sue spalle in maniera totalmente convincente: recita, combatte, balla, e canta persino (sui titoli di coda, in coppia con Justin Bieber).

Se non vedessimo il logo della Columbia Pictures ad inizio proiezione, potremmo pensare tranquillamente che il film sia una produzione Disney: buoni sentimenti (e dialoghi non certo di alta scuola da mettere in preventivo), la classica "formazione dell'eroe", il cattivo da sconfiggere che alla fine si redime e un saggio maestro (di sport e di vita) con un triste passato nel cuore. Eppure funziona. Sarà la regia di ampio respiro targata Harald Zwart (La pantera rosa 2), sorprendentemente ineccepibile nello sfruttare luoghi e spazi, o l'eterogenea colonna sonora che mescola AC/DC, Red Hot Chili Peppers e Lady Gaga alle sontuose partiture di James Horner, saranno le passionali interpretazioni di Jaden Smith e di Taraji P. Henson, sarà l'eleganza e la sopita ma pungente performance di Jackie Chan. Tutto questo contribuisce al successo dell'operazione, seppur l'inizio del film, sbrigativo ed eccessivo (praticamente il ragazzino si fa amici, nemici, ragazza e istruttore dopo essere sceso dall'aereo da un'oretta scarsa), potesse far temere il peggio. Invece The Karate Kid funziona, diverte, emoziona e un pochino commuove, anche se contornato da un'aura di furbizia commerciale non sottovalutabile. 

Curiosi i titoli di coda, durante i quali scorrono delle belle foto di scena rubate sul set del film, momenti di amicizia tra tutti i piccoli protagonisti e vari scatti con presenti i produttori Will Smith e Jada Pinkett, sua moglie.