The Uninvited: Recensione di Riccardo Balzano
Dopo dieci mesi passati in un istituto psichiatrico a causa del trauma subito in seguito alla morte della madre, Anna torna a casa dove l'attendono la sorella maggiore e il padre con la campagna. Il rientro però è segnato da inquietanti visioni connesse al triste episodio e strane confessioni sulla quasi-matrigna.

Dopo aver filtrato, rielaborato e semplificato secondo gli stilemi hollywoodiani l'opera del sudcoreano Kim Jee-Woon, "Two sisters", i fratelli Guard dirigono un discreto horror dalla buona costruzione diegetica e dinamica, depurato dai tempi lunghi  dell'originale e dai suoi scomodi risvolti enigmatici. "The Uninvited" risulta dunque sopra la media, con un'interessante elaborazione fotografica che predilige le tinte dark ma con un senso per l'intrattenimento che bada unicamente all'appagamento visivo. Vi si trovano quindi sequenze costruite in modo interessante e anche una citazione cinefila al "Rosemary's Baby" di Roman Polansky (la scena nell'ufficio dello sceriffo). Purtroppo i personaggi, seppur bene interpretati ( da tenere d'occhio la giovane Emily Browning, "Una serie di sfortunati eventi"), risultano eccessivamente sfumati per trattarsi di un dramma psicologico in salsa horror. In effetti i Guard sono attratti dall'aspetto onirico del racconto e finiscono con infarcire la storia di trovate orrorifiche in cui i protagonisti  si muovono completamente spaesati, intrappolati in tetri e angusti corridoi che suggeriscono il grave peso del rancore e del tormento ma non quello della catarsi. Con maggiore attenzione ai personaggi (e qui ce n'era davvero bisogno, per accompagnarne il percorso sino alla rivelazione finale) poteva uscirne un'interessante pellicola horror, capace di riscattare ( almeno in parte) il genere intero sprofondato negli ultimi tempi (a parte qualche eccezione) in una stagnante e preoccupante crisi di creatività, dove protagonista è l'orrore ( o addirittura il disgusto) più che il terrore. In "The Uninvited" infatti il ricorso ossessivo allo splatter è fortunatamente assente. Musiche di Christopher Young ( "Spiderman 3", "The Exorcism of Emily Rose" ).