Tra Le Nuvole: Recensione di Riccardo Balzano
Ryan Bingham, “tagliatore di teste” aziendale, dopo tanti anni spesi in volo e libero da qualsiasi impegno sentimentale, si rende conto della vacuità della propria esistenza. Improvvisamente si sente pronto a cambiar vita. Ad aiutarlo sarà il riavvicinamento ai propri familiari (le due sorelle), una giovane collega e una seducente donna in carriera.

Terza commedia per Jason Reitman (anche sceneggiatore insieme a Sheldon Turner). Il contenuto è come sempre corrosivo, i personaggi imperniati di caustico cinismo, il ritmo beffardamente pacato. L’argomento ancora una volta delicato: la disoccupazione. Ma è solo un pretesto, valido a tracciare quell’ambivalenza che fila e intreccia i rapporti sociali, gestiti da vittime e carnefici. E’ difatti chiaramente un fim più che sul licenziamento (quello eseguito e quello subito), sulle relazioni interpersonali, quelle autentiche e quelle simulate (da macchine o persone poco importa). Non manca l’edulcorazione (e quindi un po' di umorismo e brevi ricorsi a un sentimentalismo sempre contenuto), solo superficiale, al fine di renderne dolciastro e quindi più facilmente ingeribile il sapore, altrimenti parecchio acre. Il titolo (come d’altronde “Thank you for smoking”) fa di un mordace sarcasmo la propria calligrafia, denotando squisitamente il “decollo” dal materialismo terreno (ovvero ciò su cui il film imprime le proprie orme per tutta la prima parte) e il “planare” poi nella trascendenza ultraterrena dei sentimenti, ma anche (paradossalmente) una “discesa” nel proprio inconscio, nella “sadica” contemplazione della propria solitudine, prima della rivelazione epifanica (che avviene proprio su un aereo). E non può essere che la famiglia, e il legame spontaneo e indissolubile (anche se non riconosciuto) che lega il protagonista a quest’ultima, a riportarlo a terra, più che l’erotismo passionale della seducente Alex. Tutti i personaggi (ed è qui il grande pregio della commedia di Reitman) vantano di un credibile, feroce ed efficace tratteggio, fuggendo dalla facile stereotipizzazione: abbiamo quindi un Ryan (George Clooney, nominato e non premiato ai Golden Globes), apparentemente cinico ma irrimediabilmente incauto appena incappa in una relazione sentimentale, Natalie (Anna Kendrick, vista nei primi due capitoli della saga di Twilight), giovane fortemente emotiva e impacciata nel privato, impassibile e decisa nel lavoro e infine Alex (un’ottima Vera Farmiga), donna in carriera, provocante e seduttiva, dalla doppia vita. Neanche le comparse sfumano nel macchiettimo: i disoccupati sono intepretati da uomini e donne realmente licenziati nelle due città più colpite dalla crisi, Detroit e St. Louis.

"Tra le nuvole" è dunque un'interessante commedia che riconferma l'eccezionale abilità di Reitman nell'esporre argomenti (spesso fin troppo scomodi) in modo tale da renderli accessibili a un pubblico più eterogeneo senza mai ricorrere alla ridondanza e soprattutto a un'ipocrita compassione.