Transformers 2: La Vendetta del Caduto: Recensione di Riccardo Balzano
La Terra è minacciata di nuovo dai Decepticon, capeggiati da "Il caduto". Gli Autobot e l'esercito ( alleatisi nella NEST) dovranno fronteggiare i nemici che sono alla ricerca di Sam Witwicky, inconsciamente in possesso dei mezzi per arrivare alla macchina che potrebbe distruggere il pianeta. Avrà inizio una nuova devastante guerra.

Un sequel inevitabile, dato il successo del primo ($ 318.346.000 incassati in USA). Micheal Bay orchestra per la seconda volta un film caciarone, dove i robot sembrano pupazzetti sballottatti qua e là tra esplosioni che paiono fuochi d'artificio e i militari minuscoli soldatini di plastica muniti di lanciarazzi. Il regista ben gestisce l'aspetto visivo (e non è una novità), con un ludico senso per l'intrattenimento, più impacciato invece nella costruzione diegetica, scarna ed elementare (a poco serve la coppia Orci-Kurtzman alla sceneggiatura). Il trio di giovani protagonisti ( con la new-entry Ramon Rodriguez ) poi continuano a marcare la commistione di teen ed action movie (ancora più evidente nell'ambientazione "collegiale" iniziale, nell'insistenza della macchina da presa sulle curve della Fox), stavolta però con una sottotrama sentimentale (la love story tra Sam e Mikaela) appena abbozzata e con un ricorso più frequente a simpatici siparietti ( primo su tutti la mamma che si ingozza di biscotti alla mariwana). Questo secondo capitolo dei Transformers, ancora più fracassone, se possibile, del primo, non ha nulla di nuovo da raccontare, riciclando in modo sciatto la solita lotta tra Bene e Male e facendo affidamento esclusivamente agli onnipresenti effetti speciali, indubbiamente di ottima qualità. Ma risulta allora ingiustificata la scelta di spingersi oltre le due ore. "La vendetta del caduto"  si può dire complessivamente più umoristico del primo episodio ma ancora  troppo poco autoironico. L'effetto è simile a quello di vedere un gruppo di ragazzini (più o meno cresciuti) che lottano contro enormi ammassi di latta ma che, prendendosi sul serio, spacciano ingenuamente il proprio gioco per la realtà. Con la riacquisizione del vecchio cast e pochi nuovi interpreti i migliori restano comunque il giovane Shia LaBeouf e John Turturro. Produce Steven Spielberg.