Two Lovers: Recensione di Riccardo Balzano

Dopo aver tentato il suicidio e trasferitosi per un po' di tempo nella casa d'infanzia, Leonard conosce e frequenta Sandra, figlia dell'uomo d'affari che intende comprare la lavanderia di famiglia e perciò ben vista dai genitori. Pochi giorni dopo incontra Michelle, assistente in uno studio legale coinvolta in una debole relazione sentimentale con un cliente, sposato e con un figlio. Le cose si complicano ulteriormente quando dovrà scegliere chi delle due sposare.

Seppur plumbeo nella fotografia e malinconico nel tratteggio dei personaggi, "Two Lovers" è un intreccio di sentimenti ben raffinato e mai eccessivo dove tutto funziona alla perfezione, storia e personaggi. James Gray ( sceneggiatore assieme a Ric Menello) firma dunque una love story cupa, lontana dall'eccessiva saturazione di colori e sentimenti di gran parte del genere rosa, in cui il buio dell'anima è ricalcato dal cielo e la passione sintetizzata in brevi contatti fisici. Atipico anche il finale, lieto per lo spettatore ma non per il protagonista, e questo già ci piace. Ma è anche un giusto miscuglio di eros e thanatos, di solitudine e rapporti sociali, oscurato da un incessante brutto tempo. Cast azzeccatissimo, a partire dal rabbuiato ma simpatico Joaquin Phoenix  (diretto per la terza volta da Gray), fino alla vamp bionda Gwyneth Paltrow che rivaleggia con la deliziosa Vinessa Shaw. Non passa inosservata Isabella Rossellini, madre fin troppo invadente. Senza melensaggini a favore invece di una piattezza tutt'altro che rozza, "Two Lovers" è un'opera godibile, indirizzata, strano ma vero, a entrambi i sessi.

Gray, dopo una breve filmografia dedita al thriller e al gangster, sa sostituire il bacio all'omicidio, gli sguardi alle armi, pur trattenendo lacrime e lieti sorrisi e descrivendo l'amore come sentimento tormentato mai appagato. Quel poco di nuovo che la sceneggiatura offre è ben reso, tutto ciò che sembra di aver già visto è squisitamente riproposto.