Venerdì 13: Recensione di Riccardo Balzano

Clay è alla ricerca della sorella scomparsa più di un mese prima nelle vicinanze di Crystal Lake. Durante il viaggio incontra un gruppo di amici che si sta recando in una baita in riva al lago dove trascorrere il weekend. Ben presto però i giovani sono aggrediti da un uomo con un maschera e un macete, Jason, che vendica la morte della madre, uccisa tempo prima proprio da Whitney, la sorella di Clay.

Non è il remake del film dell'80. E' una rivisitazione, più tesa, più splatter, forse migliore dell'originale, che personalmente non ho mai considerato entusiasmante. Poi c'è qualche siparietto alla teen-movie, qualche nudo, scene di sesso, ragazzi che usufruiscono di droghe, alla maniera dei peggiori B-movie anni '70, che danneggiano un po' il tutto. Per il resto questo "Venerdì 13" e un horror di discreta fattura, con litri di emoglobina che imbrattano le scene e colpi di scena a iosa.  La violenza è dunque presente in dose massiccia ma non a discapito della paura, e già questo è da premiare. Marcus Nispel poi ha già avuto a che fare con remake e rivisitazioni, con "Non aprite quella porta" (2003) e "Frankenstein" (2004), e dirige il film con stravaganza, tutta diretta ad incidere sull'emotività dello spettatore, rendendo alcune sequenze di straziante tensione. Diversamente da tanti altri horror che hanno fatto storia però, qui Jason rimane un personaggio troppo enigmatico, incompleto, privo di spessore psicologico e di una storia che si attenga alla realtà: nella versione originale la madre lo vendica uccidendo chiunque si rechi sulle rive del lago in cui è morto annegato a causa della distrazione dei due ragazzi che dovevano sorvegliarlo; qui è il contrario, Jason è tornato a tormentare e a fare strage degli ospiti di "Crystal Lake" per vendicare la morte della donna. E' tutto un po' troppo confuso.

Nonostante ciò "Venerdì 13" risulta superiore ad altri (tanti) horror degli ultimi tempi, con un'ottima miscela di violenza e paura, di momenti più frivoli e suspense, e con un ottima chimica tra suoni e musica. Come nella maggior parte delle pellicole horror nessuna interpretazione è però degna di nota. Alla produzione sempre Micheal Bay.